«Il dolore resta, ma almeno giustizia è fatta»

Ieri mattina il telefono a casa di Rocco Savarino, in via Ghisolfa, a Rho, è suonato presto. L’abitazione del fratello minore del povero vigile Nicolò in questi giorni è la base della famiglia arrivata dalla Sicilia subito dopo la tragedia, ma anche quello di Marcella, la fidanzata del morto. Un riparo per piangere in santa pace, per cercare il conforto di qualche parola, di qualche gesto d’affetto. E per dormire, sfiniti dal dolore.
La notizia dell’arresto dell’assassino di «Nico» i Savarino l’aspettavano con ansia.
«Glielo dovevamo - precisa il comandante della polizia locale Tullio Mastrangelo -, almeno prima del funerale. I famigliari hanno ripetuto più volte, a me e a l’assessore Granelli: “Dovete prenderlo”. È anche per questo, oltre che per il dolore e la rabbia che ci animava tutti quanti, che nessuno, tra i colleghi, si è risparmiato nelle indagini: individuare il colpevole e arrestarlo il prima possibile era una sorta di atto dovuto nei confronti di una famiglia che, dopo questa perdita, non sarà mai più la stessa».
Così, quando ieri mattina all’alba c’è stata la certezza assoluta che l’uomo catturato in Ungheria sabato notte fosse il responsabile dell’omicidio della Bovisa, i Savarino sono stati i primi a saperlo. Subito dopo uno dei colleghi di «Nico», è andato a prendere Rocco a Rho e l’ha portato al comando della polizia locale in piazza Beccaria, in città. «Questa cattura non toglie nulla alla nostra tragedia, al nostro dolore - ha dichiarato Rocco ai colleghi del fratello che lo hanno ricevuto profondamente commossi -, ma almeno potremo dire che c’è stata un po’ di giustizia. E in tempi brevi».
Per stamattina intanto è prevista l’autopsia sul cadavere del vigile, ma non si esclude che possa slittare anche a domani.
Intanto l’assessore alla Sicurezza di Palazzo Marino Marco Granelli, dietro disposizione del sindaco Giuliano Pisapia, sta cercando, di concerto con la Curia, la basilica più adatta per lo svolgimento dei funerali. La cerimonia era prevista in origine per mercoledì, una data che potrebbe mutare proprio a seconda di quando ci sarà l’autopsia, tra oggi e domani.
In un primo tempo, e per volontà della famiglia Savarino, i funerali dovevano svolgersi a Rho, nella basilica di san Vittore. Tuttavia, nelle ultime ore, il comando della polizia locale è stato bersagliato di chiamate da altri comandi italiani che vorrebbero mandare, per l’occasione, delle loro delegazioni a Milano. Così Granelli sta premendo affinché la cerimonia si svolga nella basilica di Sant’Ambrogio o, magari, in Duomo.