Domanda: chi difenderà Milano in Europa?

I milanesi sembrano avvicinarsi alle elezioni europee del 6-7 giugno con un distacco anche maggiore del solito. L'attenzione è più concentrata sulla corsa per la Provincia e per i numerosi municipi in palio nell'hinterland. Si continua a considerare il voto per Strasburgo più un sondaggio di opinione certificato, il cui esito influirà sulla politica nazionale in un momento di turbolenza, che non la scelta di coloro che ci dovranno rappresentare in un Parlamento sicuramente pletorico e sicuramente privo di molti attribuiti propri di un'assemblea elettiva, ma che è comunque destinato ad influire sempre più sulla nostra vita quotidiana. Un Parlamento, cioè, cui bisogna eleggere uomini e donne che garantiscano una presenza assidua, che abbiano le competenze necessarie per partecipare con autorità ad almeno una delle commissioni in cui si prendono le decisioni e che siano abbastanza battaglieri per difendere i nostri interessi di fronte ai rappresentanti degli altri 26 Paesi della Ue.
E quando dico «nostri interessi», non parlo solo di quelli dell'Italia, ma anche di quelli di Milano, che nel quinquennio che precede l'Expo saranno particolarmente rilevanti. Nelle «europee» ci sono ancora le preferenze; e poiché nel collegio di Nord-Ovest se ne possono esprimere tre, gli elettori intelligenti sono in condizione di usarle non solo per dare un voto «simbolico» ai loro leader preferiti (che serve esclusivamente per il citato effetto sondaggio), ma anche per scegliere le persone che ritengono più qualificate per rappresentare Milano e la Lombardia in Europa. Faranno perciò bene a dare il loro voto a candidati che abbiano solidi e provati legami con il territorio, che non abbiano altri interessi che li distolgano da un lavoro a tempo pieno, e che non considerino il seggio a Strasburgo come un ben remunerato premio alla carriera.
Non tutti gli elettori avranno il tempo e la pazienza per operare questa selezione, ma ne possono bastare poche migliaia per migliorare la qualità della nostra rappresentanza e far sì che Milano possa contare sulle rive del Reno su una voce autorevole.