Domani addio Sheva Milan e Chelsea litigano per Drogba

L’ucraino va via dopo 7 anni. Tensione con il club di Abramovich per l’attaccante ivoriano che chiede di diventare rossonero: Mourinho lo blocca. Parte anche Rui Costa, arriva il gioiello Gourcuff

Gian Piero Scevola

Domani sarà il gran giorno: il giorno dell’addio. Dopo sette stagioni in rossonero vissute alla grande, Andriy Shevchenko saluterà definitivamente la squadra e la città che l’hanno proiettato nell’Olimpo del calcio. «Motivi familiari», la voglia della moglie Kristel di cambiare aria (come per la moglie di Zidane, innamorata di Madrid) queste le motivazioni che l’ucraino riproporrà a un Adriano Galliani che si è già rassegnato a perderlo e che si sta guardando in giro per cercare un sostituto degno che non faccia rimpiangere troppo Sheva, pagato 40 miliardi nell’estate 1999 e vincitore di ben 5 trofei grazie anche alle 174 reti complessive da lui firmate.
Dire Londra per Shevchenko è come dire Chelsea, con Roman Abramovich che può finalmente gioire per il colpaccio (sono almeno due anni che insegue Sheva), anche se dovrà aprire il portafoglio: il Milan chiede non meno di 50 milioni, ma il magnate russo potrebbe cavarsela con 40 milioni più il difensore francese Gallas, che a Londra non vuole più stare e che ha espressamente dichiarato di gradire Milano come destinazione. Ecco perchè venerdì Peter Kenyon, il ministro con portafoglio di Abramovic, si presenterà da Galliani per chiudere la trattativa. E se il Milan dovesse preferire una ulteriore contropartita tecnica, ecco pronti due argentini, la punta Tevez e il centrocampista Mascherano, entrambi del Corinthians, il club brasiliano controllato da Abramovich. Ci sarebbe anche l’ipotesi Drogba, l’attaccante ivoriano che ha pubblicamente dichiarato di voler andar via da Stamford Bridge e che invece il tecnico Josè Mourinho dichiara incedibile («Ha ancora due anni di contratto con noi, se sarà felice e giocherà sarà un bene per noi. Altrimenti non giocherà e sarà un suo problema»). E il Chelsea, secondo la stampa britannica, accusa il Milan di voler spingere l’ivoriano sulla sponda rossonera del Naviglio. Niente di più falso, perchè Galliani e Ancelotti hanno già le idee ben chiare su chi potrebbe sostituire Sheva. Non Ibrahimovic o Trezeguet che se ne andranno in Spagna nel caso la Juve finisse in B, ma l’honduregno del Cagliari David Suazo, protagonista di una stagione straordinaria con la bellezza di 22 gol in campionato che hanno permesso agli isolani di salvarsi con buon anticipo. A Cellino era arrivata una richiesta del Paris Saint Germain per Suazo: la richiesta di 12 milioni ha raffreddato i francesi, ma ora si è fatto avanti il Milan che potrebbe offrire qualche giovane più conguaglio. Non certo Rui Costa, l’acquisto più caro dell’era Berlusconi (fu pagato 90 miliardi di vecchie lire), che oggi firmerà il contratto col Benfica, suo vecchio club col quale ha già raggiunto l’accordo per un anno con possibilità di rinnovo, tanto per chiudere la carriera nella sua Lisbona (niente da fare invece per Alberto Zaccheroni, contattato dai portoghesi). In rossonero lo sostitirà il 20enne francese del Rennes, Yoann Gourcuff, mezzapunta, considerato l’erede di Zidane: fisico possente, gran tecnica, visione di gioco, tiro preciso, generoso e con una progressione impressionante. Insomma un giocatore moderno, polivalente in mezzo al campo che costa solo 3/4 milioni: quello che si risparmia con lo stipendio di Rui Costa, ma col futuro davanti.
Si muove anche l’Inter con l’ultima offerta al Palermo per Grosso: Dellafiore e 5 milioni, altrimenti i nerazzurri vireranno su Zambrotta. Interesse anche per Enzo Maresca, ma i 12 milioni chiesti dal Siviglia sono troppi ed è pronta un’offerta che vede lo scambio tra Burdisso e l’ex juventino. Grana Materazzi in arrivo, però, perchè il difensore ha fatto sapere di voler andare alla Lazio: non sopporta più l’allenatore Mancini.
Intanto Giovanni Trapattoni (sfumata l’Italia dopo la conferma di Lippi in azzurro) ha accettato il Salisburgo: andrà in panchina, come direttore sportivo e capo allenatore, con Lothar Mattaeus come tecnico. Insomma, al vecchio Trap la scrivania non piace proprio.