DOMANI È UN ALTRO GIORNO

Domani è il giorno del congresso metropolitano di Forza Italia ed è un’altra storia. Un’altra storia rispetto all’ultimo congresso, con il partito spaccato da litigi, veti, odi e, soprattutto, malelingue. Una rottura drammatica che portò alla rinuncia di un candidato serio e autorevole, ma in quel momento troppo di rottura, come il professor Gibì Pittaluga - che magari avrà pure molti difetti, come tutti noi - ma che ha una capacità di pensiero e di elaborazione rara da incontrarsi in politica. Da quel giorno, iniziò il lungo viaggio del Pitta verso il centrosinistra e si posero anche le basi per la sconfitta alle regionali 2005.
Domani, è un’altra storia. E a congresso c’è un altro partito. Lontano anni luce da quello di soli quattro anni fa. Più forte, più unito, più coeso, più politico. E - senza negare il ruolo importantissimo di figure pesanti come Alfredo Biondi, Gianni Baget Bozzo e Gigi Grillo, ognuno dei quali porta un valore aggiunto - i meriti sono, ai vari livelli, soprattutto di tre persone. Con cui in passato mi è capitato di polemizzare e con cui polemizzerò ancora ogni volta che ce ne sarà motivo. Perchè solo la critica fa crescere. Ma, stavolta, Claudio Scajola, Michele Scandroglio e Roberto Cassinelli meritano di essere elogiati.
Il presidente del Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti, si dimostra sempre più un uomo solo al comando. Di Forza Italia in Liguria e della Casa delle Libertà ligure in generale. La capacità di elaborazione politica - dimostrata in ultimo sul caso Burlando - e anche quella di smussare antiche spigolosità hanno ulteriormente rafforzato la sua statura, anche nazionale. E non serve una palla di vetro per prevedere che, in caso di ritorno al governo dei moderati, il leader imperiese sarà nuovamente ministro in un dicastero di peso, per esempio alle Attività Produttive, dove ha fatto molto bene, dopo aver pagato l’inesperienza del primo incarico agli Interni.
Poi, c’è Scandroglio. Anche il coordinatore regionale azzurro, in passato, non si è tirato indietro quando c’era da darsele dialetticamente nel partito. Ma, da qualche anno, è il più paziente e capace ricucitore nel partito, ed è anche grazie alla sua opera di mediazione che alcune delle rivalità all’interno del mondo azzurro sono smussate. Michele, soprattutto, ha messo un freno al giochino per cui Tizio diceva a Sempronio che Caio parlava male di lui e, sempre Tizio diceva a Caio che Sempronio parlava male di lui. Poi, che non fosse vero era solo un particolare. E questo costante lavoro di mediazione che è servito a ricucire fra tutte le anime - permettendo di arrivare a congressi non propio indolori ma non cruenti in aree dove la conflittualità era molto forte, ad esempio a Savona - si è abbinato a una presenza costante sul territorio. E persino chi non sopportava Scandroglio o gradiva poco certe sue ruvidezze, deve ammettere che è stato perfetto nel ruolo.
Infine, il protagonista delle giornate genovesi: Roberto Cassinelli. É un gentiluomo, a volte fin troppo gentiluomo per la politica, ma ha ben lavorato. La sua riconferma è meritatissima.
Domani, è un altro giorno. Per Forza Italia, più azzurro.