Domani Italia a piedi: fermi treni, aerei e bus

Domani lo sciopero generale dei trasporti. Categoria in rivolta contro i tagli alle risorse previsti dalla Finanziaria. I sindacati: "Fallite tutte le trattative. Disagi? La colpa è della sordità del governo"

Roma - Treni, aerei, traghetti, bus, tram, metropolitane. E addirittura i carri funebri. Domani, salvo clamorose sorprese dell’ultim’ora, i cittadini italiani avranno la «fortuna» di assistere al più esteso e capillare sciopero dei trasporti mai visto da quando esiste la Repubblica. Si fermeranno i vivi e pure i morti, dato che per protestare contro le decisioni del governo incrocerà le braccia anche il personale dipendente dal servizio dei trasporti funebri per otto ore. E poi gli autisti, i piloti, i marinai, gli addetti ai caselli, il personale ferroviario, le autoscuole e il soccorso stradale.

Insomma il governo Prodi ha realizzato un’impresa mai riuscita prima: ha scontentato tutti i sindacati di tutti i settori di tutti i trasporti che insieme sciopereranno domani paralizzando completamente la penisola per terra, mare e cielo.

La conferma del supersciopero è arrivata ieri in tarda serata, quando Palazzo Chigi ha smentito le voci su una convocazione delle parti interessate, che sembrava inevitabile dopo il fallimento dell’incontro di due giorni fa tra i sindacati, il sottosegretario Enrico Letta ed il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi. E anche se i margini sono strettissimi appare strano che Palazzo Chigi non abbia fatto un ultimo tentativo per scongiurare quella che potrebbe configurarsi come la pagina più nera nella storia di questo governo, grazie ad uno sciopero che lascerà a piedi tutti gli italiani.

Le responsabilità del black out vanno attribuite tutte al governo, dicono i sindacati. «Anche i più volitivi si sono arresi di fronte all’evasività delle proposte dell’esecutivo», dice il segretario generale della Fit-Cisl, Claudio Claudiani.

«Il governo ha dimostrato una volta di più il suo disimpegno e l’ambiguità sulle questioni scottanti dei trasporti, della garanzia dei servizi universali, della mobilità soprattutto per i pendolari -accusa Claudiani- Le distanze restano incolmabili. Le proposte del sindacato non sono in questo caso di tipo salariale, bensì riguardano le politiche, le regole, i contratti, lo sviluppo dell’intero settore almeno alla pari alla domanda di mobilità». Claudiani quindi ricorda ai cittadini che tutti i disagi «sono attribuibili solo alla sordità del Governo». Rincara la dose il segretario generale Uilt Giuseppe Caronia: lo sciopero, dice, era inevitabile visto che mancano le risposte «sulle questioni principali».

Tutto il trasporto pubblico locale si fermerà per otto ore con modalità diverse decise a livello locale. Nel comparto aereo il personale turnista e gli addetti ad attività operative o navigante sciopereranno per quattro ore, dalle 11 alle 15. Il resto del personale nelle ultime quattro ore del turno. Il personale turnista delle Autostrade si asterrà dal lavoro dalle 2 alle 6, dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 22, mentre il personale giornaliero nelle ultime quattro ore della prestazione. I marittimi ritarderanno di 24 ore la partenza delle navi e nei porti si fermeranno due ore per ogni turno di lavoro.