Ma domani a pranzo Veltroni e soci chiederanno 400 milioni di sconto

da Roma

Una riduzione del taglio ai comuni da finanziare con la chiusura di una finestra delle pensioni di anzianità oppure con una sforbiciata alle risorse per il pubblico impiego. Il governo sta valutando queste due ipotesi in vista dell’incontro di domani con le rappresentanze dei sindaci e dei presidenti delle province. Un pranzo tra le organizzazioni delle autonomie (Upi e Anci) e il premier Romano Prodi con un menù che non potrà non comprendere l’atteso sconto da 400 milioni nella riduzione dei trasferimenti alle autonomie locali che passerebbero così da 4 miliardi a 3,9. Ancora da decidere, appunto, la copertura, ma il governo sembra intenzionato a orientarsi verso tagli che, se avranno sicuramente l’effetto di ridimensionare la protesta dei primi cittadini, riapriranno il fronte con i sindacati. E cioè con una delle pochissime realtà sociali che ha dato una valutazione positiva della finanziaria 2007.
L’ipotesi di chiusura di una finestra delle anzianità faceva parte delle manovre fino alla vigilia dell’approvazione da parte del consiglio dei ministri, ma è scomparsa dalla versione finale per le pressioni di Rifondazione comunista. Cgil, Cisl e Uil avevano accettato il blocco della finestra, ma se oggi l’esecutivo decidesse veramente di reintrodurla per alleviare i risparmi sui trasferimenti ai comuni, le organizzazioni dei lavoratori tornerebbero a dare battaglia. La reazione sarebbe comunque peggiore se alla fine dovesse prevalere l’altra ipotesi e cioè un ridimensionamento degli aumenti concessi al pubblico impiego. O, addirittura, un ritorno della «moratoria» sugli aumenti di statali e dipendenti di enti pubblici. Una misura che il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa aveva inserito nelle primissime versione della manovra e che era stata subito scartata per le violente reazioni di Cgil, Cisl e Uil che minacciarono uno sciopero generale. Ieri il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni ha ribadito al Giornale che se il governo dovesse toccare le risorse per i contratti sarà sciopero.
Entro domani tutto dovrà essere deciso. Per il momento l’Anci, l’associazione dei comuni guidata da Leonardo Domenici, sindaco di Firenze, continua a dire che la manovra «non è sostenibile». E si presenterà al pranzo con richieste superiori ai 400 milioni che il governo vuole destinare alle autonomie. Valter Veltroni, sindaco di Roma, insiste: «Il taglio è troppo alto. Penalizzare i comuni è molto pericoloso visto che gestiscono il 60% degli investimenti pubblici e se si fermano loro...si ferma il Paese». «Il tendenziale del disavanzo per i Comuni per il prossimo anno è di 2 miliardi - ha spiegato il sindaco di Torino Sergio Chiamparino - sebbene secondo i calcoli dell'Anci il carico verso i Comuni non dovrebbe superare 1,4 miliardi. Facile intuire qual è l'entità della nostra proposta».
I risparmi dovranno comunque essere compensati con altre voci. Il ministro dell’Economia si è detto disponibile a «miglioramenti» della manovra a patto che non si tocchino i saldi che sono «ormai fissati».
Il primo cittadino di Genova Giuseppe Pericu parla per il momento di «segnali positivi» dal governo. La mediazione toccherà al ministro per gli Affari regionali Linda Lanzillotta, particolarmente apprezzata da sindaci e presidenti di province per aver sostenuto che se saranno tagliate le risorse alle autonomie «non potremo sviluppare il modello di welfare che abbiamo proposto al paese».
Oltre all’alleggerimento della manovra i comuni, ha spiegato Domenici, chiederanno la cancellazione del vincolo di spesa del 2,6 sugli investimenti, «perché così si penalizzano quelli che sono stati più attenti alla spesa. Infine chiederemo di stralciare la parte ordinamentale su giunte e assessori». In particolare, ha aggiunto Chiamparino, «chiederemo di rivedere l'articolo che non prevede l’aspettativa per gli assessori. Vorrebbe dire dare vita a tanti rimpasti di giunta».