Domani il primo via libera delle Camere

Il voto dopo il Consiglio dei ministri e la relazione di Parisi e D’Alema

Marzia Paolucci

da Roma

Comincia dal Consiglio dei ministri di domani l’agenda Libano. Davanti ai colleghi convocati in via straordinaria alle nove, il premier Romano Prodi proporrà la partecipazione italiana alla forza Onu e nella stessa seduta verrà presa una decisione politica di principio sulla partecipazione alla missione. Poi sarà la volta delle quattro commissioni parlamentari Esteri e Difesa in seduta congiunta per l’informativa del governo.
A riferire davanti a Umberto Ranieri e Roberta Pinotti a capo delle commissioni Esteri e Difesa della Camera e a Sergio De Gregorio e Lamberto Dini, presidenti degli stesso organi parlamentari a Palazzo Madama ci saranno i ministri degli Esteri Massimo D’Alema e della Difesa Arturo Parisi. Poi le stesse commissioni, in queste ore al lavoro su un doppio testo di risoluzione da sottoporre al vaglio delle Camere, potrebbero riunirsi separatamente per arrivare a un voto sulla risoluzione di indirizzo.
L’appuntamento a questo punto è rimandato al successivo Consiglio dei ministri che deciderà i provvedimenti necessari a definire entità e relativa copertura finanziaria della nostra partecipazione a Unifil. Sarà infatti un decreto legge quello varato dal Consiglio dei ministri: lo ha annunciato lo stesso Prodi prevedendo da Castiglione della Pescaia, dov’è rimasto fino a oggi, una forte partecipazione al Cdm proprio in virtù dell’«importanza del problema». E a fine estate, con la ripresa dei lavori parlamentari, inizierà anche il dibattito d’Aula.
Già oggi, a lavoro tecnico ancora in corso sulla definizione della risoluzione che il Parlamento sta cercando di darsi, si sa che la direttiva parlamentare si appoggerà ai punti 6 e 11 della risoluzione 1701 dell’Onu.
Punti, questi, relativi all’adozione di misure immediate per fornire soccorso umanitario e finanziario al popolo libanese da parte delle forze internazionali e a una serie di obblighi che coinvolgeranno la forza d’interposizione di 15mila uomini.