Domani lo sciopero Cgil Brunetta: "In piazza? Restituiscano l'aumento"

L'affondo del ministro della Funzione pubblica contro la Cgil: "Non si è
capito contro chi scioperano. Contro la crisi economica? Contro i 70 euro di aumento che
avranno in busta paga a fine mese? Se scioperano contro i 70 euro allora li
rifiutino"

Roma - Una frase che farà discutere. E non poco. I dipendenti del pubblico impiego che aderiranno allo sciopero generale di Fp-Cgil e Fiom dovrebbero restituire i 70 euro di aumento che riceveranno a fine mese, derivanti dal rinnovo contrattuale firmato da governo e sindacati (ma non dalla Cgil). È l’affondo provocatorio del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, lanciato a Montecitorio dopo il via libera della Camera al suo ddl sulla pubblica amministrazione.

"Rifiutino l'aumento" "Domani c’è uno sciopero di cui non si è accorto nessuno - ha detto Brunetta - e non si è capito contro chi scioperano. Contro la crisi economica? Contro i 70 euro di aumento che avranno in busta paga a fine mese? Se scioperano contro i 70 euro - ha attaccato il ministro - 70 euro che andranno a tutti i dipendenti compresi gli iscritti alla Cgil, allora li rifiutino".

"Noi siamo con i cittadini" "Grande soddisfazione per quella che è una riforma istituzionale, una rivoluzione": così Brunetta commenta il via libera della Camera al disegno di legge sulla pubblica amministrazione. Per il ministro il mancato sostegno durante le votazioni a Montecitorio dei partiti di opposizione dimostra che "il Pdl e la Lega sono da parte dei cittadini, mentre loro hanno scelto la strada della conservazione, dei privilegi". Il ministro mette inoltre in risalto la differenza nell’atteggiamento tenuto dal Partito democratico nel corso dell’iter del provvedimento in parlamento: "In Senato si è registrato un consenso che invece alla Camera è mancato. Vuol dire che ci sono - dice - due Pd".  

In piazza La Cgil domani sarà in piazza con gli statali e i metalmeccanici contro le misure anti-crisi del governo e l’accordo separato sulla riforma dei contratti. Una prima tappa del pacchetto di iniziative di lotta. La prossima il 5 marzo con la manifestazione dei pensionati. Nello stesso mese, probabilmente il 18, ci sarà lo stop della scuola e due iniziative sul Mezzogiorno (a Brindisi il 27 febbraio e a Palermo il 9 marzo). Quindi, la manifestazione nazionale del 4 aprile. A Roma, tre cortei che confluiranno a piazza San Giovanni, con il comizio conclusivo del leader, Guglielmo Epifani. In piazza, oltre ai comunisti, ci saranno anche alcuni esponenti politici del Pd (come Pierluigi Bersani), ma anche dell’Idv. A scioperare saranno le due più grandi categorie della Cgil, che hanno deciso di dare una risposta unitaria: Fiom (metalmeccanici) e Fp (funzione pubblica).