Da domani tocca agli uomini: esordio contro la Russia

Resta in Italia la coppa del mondo di volley femminile. Le azzurre battono 3-0 il Kenya, concedendo appena 33 punti (6 nel primo set, 13-0 l’avvio), con due sole titolari in campo (Lucia Bosetti e Costagrande), ma ringraziano il Giappone che supera gli Stati Uniti pure con il punteggio più netto. In tribuna a Tokyo c’è anche il ct nipponico Alberto Zaccheroni, la festa scatta dopo il secondo parziale vinto dalle padrone di casa, le ragazze di Massimo Barbolini esultano per il quoziente set, intonando il coro «Londra, Londra».
Dieci vittorie in 11 incontri, contro l’enplein del 2007, sempre in Giappone, a otto mesi dalle Olimpiadi l’Italia si candida per arrivare alla semifinale sempre sfuggita in questo millennio. Il coach modenese, 47 anni, fa professione di onestà: «Ringrazio la federazione internazionale per averci assegnato la wild card». Già, senza l’invito le azzurre non avrebbero potuto difendere il titolo, all’Europeo organizzato assieme alla Serbia erano scese dal podio. «Sono state meravigliose - aggiunge -, strameritando un primo posto favoloso. Eravamo partiti con l’idea di fare punti, già il terzo posto e la qualificazione a Londra erano un sogno».
Percorso netto, a parte il 3-1 con gli Stati Uniti, fatali già nel tiebreak dei quarti di finale a Pechino 2008, mentre ad Atene l’eliminazione arrivò per mano di Cuba. La formula del girone all’italiana favorisce la Nazionale, più vulnerabile a eliminazione diretta. «Dobbiamo migliorare tanto, diventare una nazionale perfetta. Questo gruppo peraltro sa esserci quando conta, gestirsi bene negli anni». Quattro debuttanti nella rosa delle 14: la palleggiatrice Noemi Signorile e la centrale bolzanina Raphaela Folie, brillanti ieri, il libero Monica De Gennaro e la 17enne Caterina Bosetti, sorella minore di Lucia. «Non erano qua solo perché giovani».
Miglior giocatrice del torneo è Carolina Costagrande, ogni nazione porta a casa un riconoscimento individuale, solo per questo Eleonora Lo Bianco non è premiata come palleggiatrice, Simona Gioli a muro e Paola Croce come libero: «Arrivare alla carta olimpica è stato impegnativo - dice l’argentina di 31 anni, tornata nel ruolo di schiacciatrice -, negli ultimi due giorni l’obiettivo è diventata la difesa della world cup, per un’avventura unica».
Iniziata male, perchè alla vigilia si infortunava Serena Ortolani, come opposto si adatta Lucia Bosetti, la donna meno forte del sestetto. Arrivano i complimenti di Juve e Milan, tramite i siti internet, per la felicità anche del presidente federale Carlo Magri: «Dopo gli Europei le ragazze erano state criticate troppo».
Oltre agli Usa, a Londra va la Cina, 3-0 alla Germania dell’altro ct emiliano, Giovanni Guidetti, sesto. Solo quinto il Brasile, dietro anche al Giappone. Da domani tocca ai maschi, alle 7 la partita con la Russia, stessa formula e tre pass olimpici. Per gli uomini è ancora più complicato, l’ultimo podio extraeuropeo fu l’argento di Atene 2004.