Domani U2 in concerto Oltre vent’anni di rock per sognare al Meazza

Giovedì altro «live» della band: luci, colori e effetti speciali. I brani: dagli esordi al recente «Vertigo»

Ferruccio Gattuso

Tutto esaurito, e tutti esauriti. A ventiquattro ore dall’inizio del primo concerto degli U2 nello stadio Meazza la febbre provoca inquietanti forme di delirio: innanzitutto, la ricerca degli ultimi (salatissimi!) biglietti su Internet, magari offerti - per evitare accuse e sanzioni di bagarinaggio - insieme a una tazza da caffè o a un set di matite colorate. Dopodiché, non resta che il passaparola di vecchia scuola: se Tizio è bloccato sul lavoro, allora ci vado io; se Caio si è slogato la caviglia, be’ mi dispiace tanto per lui ma il posto sotto il palco di Bono & Co. è mio.
Milano attende gli U2 con uno dei più divoranti appetiti di musica che si ricordi. Dopo la sontuosa esibizione, qualche settimana fa, al Live8 di Londra - quando addirittura Bono ha dato inizio alle danze rock della kermesse anti-povertà cantando Sgt. Pepper insieme all’ex Beatles Paul McCartney - anche gli ultimi indecisi (a causa dei vampireschi prezzi dei biglietti, fino a 100 euro) hanno scelto di partecipare al rito dei riti: assistere al concerto della storica band irlandese, che della dimensione live fa un’ipnotica dimostrazione di bravura e potenza. Il Vertigo Tour - esplosione di rock e messianismo suonato dagli U2 ma studiato nei minimi particolari dal suo stratega numero uno, e cioè Bono Vox - passa per l’Italia, distillando tre date: domani e dopodomani a San Siro e sabato allo Stadio Olimpico di Roma. Il disco che fa da cornice ufficiale alla tournee continentale (partita tra frizzi, lazzi e immensa copertura mediatica da Bruxelles) è How to dismantle an atomic bomb, uscito in gennaio, anche se sembra solo un quarto d’ora fa. In alcuni casi il tempo è relativo: nel caso degli U2, sembra non esistere, perché più o meno da un quarto di secolo Bono & Co. si godono un successo inarrestabile e segnano come tacche sul muro le generazioni che si succedono, invaghite del loro rock universale. Dopo 70 milioni di dischi venduti, effettivamente ci si attenderebbe un delirio di onnipotenza. Invece i membri della band più popolare degli ultimi lustri rimangono fedeli a se stessi (soprattutto il batterista Larry Mullen Jr: non cambia taglio di capelli da quando è nato), non si avvistano litigi nelle loro file, e i vecchi compagni della scuola Mount Temple di Dublino restano tutti per uno e uno per tutti.
Certo, Bono coltiva un sogno che è una bazzecola: eliminare la povertà dal mondo, e per questo va a colloquio con i Grandi della Terra. Ma forse è un tic che gli si può perdonare, anzi forse sarebbe anche da applaudire: tanti suoi colleghi si spolverano la coscienza con un paio di strofe cantate, nelle quali magari se la prendono con i soliti cattivi per antonomasia (G.W. Bush su tutti, ovvio). Lui invece si rimbocca le miliardarie maniche e afferma che pecunia non olet: qualsiasi offerta va bene. Sull’onda dei 10 milioni di copie vendute di How to dismantle an atomic bomb e del fortunatissimo singolo rock Vertigo (corredato di uno dei videoclip più belli degli ultimi anni), il cantante Bono, il batterista Larry Mullen Jr, il chitarrista The Edge e il bassista Adam Clayton annunciano uno show da ricordare, e il repertorio è da far tremare i polsi: dal palco di San Siro, una cascata di pop e rock mozzafiato, da One, a I still haven’t found what I’m looking for, da Where the streets have no name a Beautiful Day, da Running to stand still, a Pride, a Sunday Bloody Sunday, alle ultime schegge di grande musica, come la già citata Vertigo e City of blinding lights.
Alle spalle degli U2, un circo di effetti speciali, una struttura metallica da set hollywoodiano, palchi in movimento e un commento visivo di luci e immagini a completare le note del quartetto. Sullo stesso palco, coraggiosamente prima degli U2 (l’apertura dei cancelli è prevista alle ore 15, lo show ufficiale comincia alle 21) ci saranno i rockettari irlandesi Ash e il trio melodico Feeder. Anche loro, almeno per un po’ contribuiranno alla storia di questo tour che si annuncia, a bocce ferme, come un progetto fantamilionario: la stampa inglese ha rivelato che, posati gli strumenti e tornati a casa, gli U2 vedranno gonfiare il proprio portafoglio di qualcosa come 175 milioni di euro.