Domenech: «Quasi quasi schiero la Francia B»

Il solito Domenech. L’ultima provocazione arriva a poche ore dalla batosta rimediata dagli Orange. «La Francia ha minime possibilità di qualificarsi, ci proveremo fino in fondo, ma sto pensando se schierare le riserve contro gli azzurri», la pazza idea del ct transalpino. Che pensa a schierare i giovani, in alternativa a una formazione apparsa stanca e invecchiata in molti elementi. È sicuramente un pungolo per i titolari, Domenech non snobba certo l’Italia, avversario che lo affascina. «Non vedo l’ora che arrivi martedì», si lascia sfuggire quando pensa al match con gli azzurri. Semplicemente il ct studia la strategia da adottare per il futuro. «Dobbiamo dare la possibilità di fare esperienza ai giocatori che non sono scesi in campo finora o dobbiamo rischiare di lasciare la competizione senza aver visto giocatori in un match di alto livello?», il dilemma di Domenech. La sua conferma è ancora incerta e l’eliminazione non agevolerebbe la riconferma.
«Non ci resta che pregare», titolava ieri impietosamente la prima pagina dell’Equipe, con una grande foto di calciatori olandesi (Van der Vaart e Kuyt) che sembrano ballare attorno a Ribery che rotola sul terreno di gioco. Nel ritiro della Francia a Mont Pelerin l’unico a sorridere è il supertifoso di Antibes Clement, recordman di presenze a mondiali ed europei. I giocatori sono abbattuti, primo fra tutti Henry che stringe i denti per il dolore alla coscia. «Questa sconfitta l’ho presa male, abbiamo creato un sacco di occasioni ma abbiamo preso gol incredibili. Robben è un campione ma se ci riprova cento volte, quel tiro non gli entra mai. Non è la prima volta che ci troviamo in situazioni così delicate, dobbiamo uscirne da soli». Assente nella seduta defatigante di ieri al campo di Chatel Saint Denis (davanti a duemila tifosi) il difensore Gallas, ufficialmente rimasto in albergo ad allenarsi da solo. Un piccolo giallo: Gallas nei giorni scorsi aveva sottolineato la necessità di una riunione tra giocatori e staff tecnico dopo lo 0-0 con la Romania, dichiarazioni definite «cavolate» da Domenech. È rottura con il tecnico? Si vedrà già oggi.
Il ct era rimasto sveglio fino alle cinque del mattino per vedere e rivedere il dvd della partita di Berna. «Per fortuna Mutu non ha segnato quel rigore con l’Italia, sennò eravamo già qui a fare processi», dice prima di ironizzare sull’arbitro Fandel. «È stato un po’ miope, se gli avessimo regalato un paio di occhiali non avremmo perso. C’era un rigore netto nell’area olandese (come ha ammesso ieri anche Ooijer, ndr), lo hanno visto tutti tranne lui». Già dopo il 90’, il ct non si era sottratto al giochino del sospetto: «Il risultato di Olanda e Romania è già scritto, ora Van Basten potrà ruotare gli uomini e facilitare la loro qualificazione». Parole che hanno fatto arrabbiare i romeni («non so perchè Domenech si comporti così...», il commento di Contra). Ieri il ct francese ha abbassato il tiro: «L’Olanda è qualificata e io non devo dare lezioni a nessuno. Anzi, l’ho presa io da loro».
Ma il chiodo fisso è sempre il solito: l’Italia. Da quel 9 luglio 2006, quando la nazionale di Lippi gli sfilò la Coppa. «È il mio piccolo derby, è una partita straordinaria che tutti vorrebbero giocare». Anche se rispetto a due anni fa il sapore della sfida è diverso. «Nostalgia? Rispetto a Berlino è un altro mondo, ci sono altri giocatori... bisogna guardare avanti. Fortunatamente le finaliste di un tempo non sono sempre le finaliste della competizione che viene dopo. Immaginate che noia...?». Un modo per non pensare allo spettro di un’eliminazione?