«Domenica anti-smog, le case automobilistiche reagiscano»

Secondo la Uiga il mondo delle quattro ruote dovrebbe cogliere l'occasione per mostrare all'opinione pubblica i progressi compiuti dal settore in pesti anni nella lotta all'inquinamento, invece di fare continuamente da capro espiatorio

È incredibile che i sindaci delle citta' che domenica 28 febbraio bloccheranno il traffico delle auto ammettano che «il provvedimento non è risolutivo» per l'inquinamento, ma che qualcosa si doveva pur fare.
La Uiga, Unione italiana giornalisti automotive, che ha sede
a Torino, stigmatizza in una nota questo atteggiamento perché, oltre a evidenziare la demagogia di fondo di tali affermazioni, «non tiene per nulla conto dei passi avanti compiuti dall'industria dell'auto in questi anni, che hanno portato a un drastico e tangibile taglio delle emissioni di anidride carbonica, particolato, ossidi di azoto e altre sostanze dannose».
«Stupisce, inoltre, come le case automobilistiche, attraverso le associazioni che le rappresentano (Anfia per quelle nazionali, Unrae per quelle estere) non prendano posizione - precisa l'Unione italiana giornalisti dell'automotive - davanti a questo atteggiamento demagogico. Accettare passivamente che l'industria del settore faccia sempre da capro espiatorio è controproducente, quasi un'ammissione di colpevolezza che in realtà non esiste. La giornata di chiusura al traffico - aggiunge - potrebbe rappresentare per le stesse case l'occasione per mostrare all'opinione pubblica, attraverso iniziative di tipo educativo e formativo, quanto è stato fatto sul fronte della ecomobilità, proprio nello spirito con cui lo scorso novembre si è svolta a Firenze la prima edizione di "Viva l'Auto", evento promosso dalla Uiga proprio per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sul tangibile impegno "verde" del settore».