Domenica in battello sui Navigli Escursioni fra ville e mulini

A disposizione tre imbarcazioni da 18 o da 24 posti. Saranno utilizzate tra l’Alzaia Naviglio Grande e la Conca Fallata

«La navigazione tanto discendente quanto ascendente per il canale di Pavia non va soggetta ad alcun inconveniente». Così recitava, nel 1833, l’annuario statistico relativo a «fiumi, laghi e canali navigabili delle province comprese nel governo di Milano». Allora ogni barca era sempre «provveduta di due barcaioli sperimentati», oltre a un garzone per ogni cavallo «d’attiraglio» che si muoveva lungo l’alzaia. E per evitare incidenti, che avrebbero inciso nell’annuario di cui sopra, le autorità avevano deciso che la navigazione «poteva praticarsi soltanto di giorno». Ogni ora della notte era esclusa, «abbenchè fosse vicino lo spuntare o di poco passato il cadere del giorno».
Dalla prossima settimana - domenica ci sarà l’inaugurazione ufficiale, con le autorità - i milanesi potranno riprovare l’emozione di navigare lungo i navigli di casa, a bordo di battelli ecologici. Ieri pomeriggio una folla di curiosi in prossimità di via Conchetta ha seguito il successo delle prove generali di svuotamento e di riempimento della conca. Tutto è pronto dunque, con tanto di nuovo semaforo sull’alzaia per regolare il traffico delle barche. Tre i battelli, da 18 o da 24 posti, che saranno utilizzati tra Alzaia Naviglio Grande 66 e la Conca Fallata sul Naviglio Pavese e tra Milano e Gaggiano con escursioni ad Abbiategrasso e alle ville sui Navigli.
All’inizio del Seicento il governatore spagnolo di Milano, don Enrique de Acevedo, conte de Fuentes, annunciava con orgoglio il collegamento via acqua da Milano a Pavia e da Pavia al mare, in un’iscrizione latina che campeggiava nel Trofeo eretto sul ponte all’imbocco del Naviglio pavese, alla Darsena.
I milanesi avrebbero però dovuto aspettare due secoli perché quel Naviglio diventasse realtà, grandiosa opera idraulica che Napoleone aveva rimesso in attuazione, ma che fu poi completata e inaugurata (1819) dagli austriaci.
Si era, insomma, attuato il sogno dei milanesi di rimediare al solo difetto fisico della loro «capitale», di non avere cioè un fiume che la congiunga al mare. Ora quello sui navigli diventa un viaggio tra memoria storica e realtà di oggi, progettualità e desiderio: un itinerario sull’acqua che attraversa paesaggi suggestivi, opere idrauliche straordinarie, che lambisce architetture di grande valore, in un territorio che per varietà di culture e tradizioni, anche gastronomiche, è forse unico al mondo. Con inquadrature di rive, ponti, chiuse, scale di conche, mulini, opifici, centrali idrauliche che raccontano la vita e le attività che per secoli hanno animato quei corsi d’acqua.