«Una domenica da coprifuoco: barricati in casa per la paura»

Sassi e petardi spaventano la gente «Erano almeno 500 e gridavano»

È stata una domenica casalinga. Per forza. Chi abita intorno allo stadio Meazza purtroppo la ricorderà per un po’. Via Harar, via Pinerolo, via Novara quando giocano Milan e Inter sono strade off limits per problemi di viabilità e la gente ci ha fatto l’abitudine. Così si organizza.
Ma ieri pomeriggio è stata una giornata drammaticamente particolare, come se all’improvviso fosse scattato il coprifuoco. Tutto è cominciato subito dopo la notizia che la partita tra Inter Lazio al Meazza sarebbe stata sospesa in segno di lutto per la morte di Gabriele Sandri: gli ultrà hanno fatto un paio di giri intorno allo stadio e poi hanno puntato sul commissariato della zona. Non è stata una visita di cortesia. Urla cori petardi che hanno spaventato non poco chi abita da queste parti.
«Non abbiamo capito subito cosa stava succedendo - racconta una signora che vive in via Novara - ma poi si sono sentiti alcuni piccoli scoppi di petardi che sono sembrati strani perchè di solito qui quando le squadre sono in campo c’è silenzio. Abbiamo preferito portare l’auto in garage e siamo rimasti chiusi in casa. Poi seguendo la diretta di Telelombardia abbiamo capito che si stavano verificando incidenti...».
Più o meno sensazioni identiche per un signore sulla sessantina che come ogni domenica passa il pomeriggio ai giardinetti con il cane dietro via Varenna: «Mi sono spaventato. Ho visto un gruppo che avanzava verso il commissariato e ho preferito rientrare a casa. Quanti erano? Almeno 500, urlavano “poliziotti assassini” e poi hanno preso a sassate il posto di polizia». Danni lievi fortunatamente, un vetro rotto e un piccolo incendio alle foglie davanti all’ingresso che ha però rischiato di incendiare l’auto di un agente. Ma tanta paura tra la gente che da queste parti la domenica pomeriggio approfitta di un po’ di sole per stare all’aria aperta al parco di Trenno. Non ci sono stati incidenti ma molti per evitare guai si sono tenuti alla larga dalla zona verde che si affaccia proprio davanti al posto di polizia.
Una giornata convulsa per tutti, forze dell’ordine comprese che fino a tarda sera sono rimaste «discretamente» in allerta. Vicino allo stadio la tranquillità è tornata solo nel tardo pomeriggio quando il corteo si è spostato verso il centro della città.