La domenica dei «risparmiatori»

Tra le famiglie che dedicano la mattina festiva a girare per i banchi del Car in cerca di frutta e verdura a basso costo

(...) in buono stato la mercanzia. Ne avranno fino all’ora di pranzo e quando si metteranno a tavola assaporeranno i benefici. A spingerli fino qui non è solo la necessità di fare economie: «La qualità della merce - puntualizza la moglie di uno di loro - non ammette paragoni». Per giunta, si trova qualsiasi cosa. «È la prima volta che vengo - dice un signore di mezza età - mi hanno detto che qui vendono i carciofi con le spine. Noi sardi ne andiamo ghiotti».
Nell’ampio parcheggio antistante la struttura finiscono di caricare gli ultimi camion presenti. La vendita all’ingrosso si è conclusa da poche ore, ma il brulichio di carrelli e addetti ai lavori che ha caratterizzato la nottata non è ancora scemato del tutto. Agli operatori del settore si mescolano pian piano i consumatori finali venuti per fare scorta. La sola regola da rispettare è che si compra a cassetta, perciò in molti si accordano con parenti e amici per spartirsi la spesa con loro in modo che nulla vada buttato. Vittorio, per esempio, ha una sorella e quattro figli (tutti sposati) e una macchina stracolma di frutta e verdura. Tra il portabagagli e i sedili posteriori ci saranno all’incirca venti cassette di merce. Un bottino ragguardevole, che al suo ritorno dividerà con i vari componenti della famiglia.
Parcheggiato più in là c’è Antonio. Sta terminando di sistemare la spesa nell’auto. «Faccio un salto ogni due settimane», riferisce. Oggi in tutto ha tirato fuori settanta euro: anzi, trentacinque, visto che la metà di quello che ha comprato andrà ai suoi vicini di casa, con i quali ha stretto un’alleanza. Disposta l'ultima cassetta si ritrae e assieme contempliamo quel bendiddio che si accinge a portare a casa. «Vuole sapere quanto ho pagato per quella scatola di carciofi? Tre euro». I carciofi in tutto sono dieci e dall'aspetto sembrano promettenti. «Ho acquistato a tre euro anche sei cespi d’insalata cappuccina», prosegue. Il mercato ortofrutticolo gli consente poi di togliersi qualche sfizio. Questa volta ha fatto man bassa di asparagi selvatici: «Qui vengono otto euro al chilo mentre dall’ortolano sotto casa non li trovo a meno di venti». Con soli trentacinque euro Antonio ha coperto il proprio fabbisogno di verdura per le prossime due settimane. «Peccato per quei 2 euro che ti chiedono all’entrata», dice. Un balzello che, a giudicare dalle testimonianze raccolte, non sta sullo stomaco solamente a lui e che secondo alcuni rischia di disincentivare in parte l’afflusso dei privati.