Domenica ecologica senza i bus a metano

Desideri (Dc): «Non si capisce perché i mezzi non siano messi tutti in strada»

(...) di 400 tra il dicembre 2005 e il febbraio 2006 per un dispendio complessivo vicino ai 100milioni di euro, era stata fissata in scaglioni di 30 al mese. Entro luglio ne sarebbero quindi dovuti entrare in servizio almeno la metà, ma la realtà dice che siamo ancora fermi a quota 110: all’appello mancano 90 autobus. La denuncia viene da Fabio Desideri, capogruppo della Dc al Consiglio regionale del Lazio: «L’assessore Calamante - fa notare Desideri in una nota - ha più volte dichiarato alle agenzie già dallo scorso febbraio che il parco ecologico avrebbe raggiunto le 200 unità entro luglio, per arrivare a una flotta completa entro il 2006». Nulla di più lontano dal vero a quanto pare, e alla luce dell’immobilismo di queste ultime settimane non si intravedono clamorosi sbocchi. Altre venti vetture sarebbero ferme sulla Collatina per ricevere la livrea aziendale. «Se tutto ciò fosse vero - si interroga Desideri - verrebbe da domandare per quale motivo non vengano messe subito in strada». Il problema vero è che la stessa motivazione ufficiale era stata fornita a luglio, quando i mezzi erano stati classificati come «in attesa del collaudo e del nuovo logo»: lasciando da parte i cattivi pensieri, i tempi dell’Atac per operazioni poi non così trascendentali sono davvero biblici.
L’atteggiamento dell’agenzia per la mobilità del Comune contrasta con le dichiarazioni solenni che i vertici dell’azienda ripetono a memoria in tutte le occasioni ufficiali per sponsorizzarsi. Nemmeno 10 giorni fa, in occasione della presentazione di una ricerca che avrebbe dovuto invogliare gli utenti a utilizzare i loro servizi promettendo un risparmio di 2mila euro, il presidente Fulvio Vento ha ribadito la promessa di dotare la Capitale di 400 bus a metano entro l’anno; e la sesta edizione fresca di stampa della Carta dei servizi del trasporto pubblico dà già per scontata la piena circolazione di questo tipo di vetture vantando una riduzione del 10 per cento dell’impatto ambientale per loro merito. Di scontato però non c’è nulla, a maggior ragione se si considera che dei 110 mezzi presenti ne escono appena 75 e nemmeno per tutto il giorno. E la cifra si riduce ancora di più la domenica, ecologica o «normale» che sia, in cui l’Atac però ne approfitta e si fa bella mettendo in mostra i propri mezzi elettrici. C’è dell’altro: l’unico ricovero adatto a ospitare i bus a metano è la rimessa di Tor Pagnotta, costata 5 milioni di euro e inaugurata lo scorso marzo dopo lavori interminabili. Nonostante ciò i locali non sarebbero ancora pronti ad accogliere nuovi veicoli, a causa di problematiche connesse agli impianti di manutenzione e sicurezza dell’intera struttura. La pavimentazione delle «fosse da visita», quelle che consentono gli interventi dei meccanici, sono state rinforzate perché cedevoli, i piani di evacuazione non sono ancora presenti, la recinzione non impedirebbe eventuali intrusioni e le pompe non risulterebbero sufficienti per rifornimenti rapidi. Le perplessità sulla perizia con cui sono stati eseguiti i lavori sono parecchie.
Nonostante i ritardi nella consegna di almeno 270 vetture, c’è poi chi è così lungimirante da raddoppiare la posta. «Risuonano beffarde - conclude Desideri - le parole dell’assessore comunale all’Ambiente, Dario Esposito, che ha chiesto un finanziamento di ulteriori 100 milioni di euro per l’acquisto di altri 400 autobus. E in quale rimessa verranno parcheggiati? Forse in strada, assieme alle auto private?».