Domenica mezza serie A a porte chiuse. Amato: "I club eludono le norme"

Niente trasferte per gli ultras. Sì al divieto di ingresso preventivo: servizi sociali e pulizia dei gabinetti per chi subisce questa restrizione. Domani Consiglio dei ministri starordinario per varare il pacchetto di misure antiviolenza. Amato sta parlando alla Camera degli incidenti di Catania: &quot;<a href="/a.pic1?ID=154958" target="_blank">La partita era a rischio, infatti c'erano 1.350 agenti. Finora 34 arresti</a>&quot;

Roma - «Abbiamo i tempi tecnici per far ripartire il campionato da questo weekend». Il commissario straordinario della Figc Pancalli, lo ha detto nella conferenza stampa successiva al vertice con i ministri Amato, Melandri e il sottosegretario alla Giustizia Scotti (Mastella è influenzato) e con il capo della Polizia De Gennaro. Ma di fatto lo stop imposto al calcio rischia di limitarsi a una sola settimana, con buona pace dei proclami del titolare del Viminale che aveva minacciato di «chiudere col calcio». Ma la partitissima Inter-Roma, l’unica che conta ancora nella lotta per lo scudetto, si giocherebbe (quando si giocherà) a porte chiuse perché San Siro non è in regola. L’incontro di ieri, infatti, ha posto il sigillo sulla serie di misure anti-violenza che, come ha spiegato il sottosegretario Enrico Letta, prevedono la «conferma e il rafforzamento del decreto Pisanu». Domani una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri emanerà un decreto legge che consentirà l’apertura al pubblico solo degli stadi a norma. Negli altri si giocherà a porte chiuse. Inoltre sarà vietato vendere biglietti in blocco alle tifoserie ospiti e si abbasserà ulteriormente la soglia di spettatori (da 10mila a 5-7mila) in base alla quale gli stadi devono dotarsi di misure di sicurezza standard come i tornelli per canalizzare gli ingressi.
Dal punto di vista della repressione, Amato ha messo l’accento sull’introduzione del «daspo preventivo»: il divieto di accesso agli stadi sarà esteso anche ai soggetti potenzialmente pericolosi, minorenni inclusi (questo comunque non comporterà la loro responsabilità penale) e la durata massima sarà allungata da tre a 10 anni, come in Inghilterra. «Bisognerà rafforzare la prescrizione, che ora è solo quella di firmare, con prestazioni di servizi utili alla società come pulire scritte sui muri o i gabinetti nelle ore di svolgimento della partita», ha detto Amato. Il termine per l’arresto in flagranza di reato sarà poi differito da 36 a 48 ore.
Il ministro delle Attività sportive, Giovanna Melandri, ha messo in evidenza due altri aspetti del decreto: l’obbligo di interruzione dei «rapporti economici, finanziari e di tipo lavorativo» tra società e associazioni di tifosi. Il ministro diessino ha poi anticipato i contenuti di un disegno di legge delega con il quale si affiderà all’esecutivo il compito di individuare nuove forme di governo degli stadi. In pratica le società dovranno condividere con i Comuni la gestione dello stadio e, sulla base del cosiddetto «modello inglese», garantire la sicurezza all’interno degli impianti con l’assunzione di steward. E il presidente del Coni Petrucci si è subito dichiarato disponibile a formare a proprie spese questo nuovo «corpo di guardia». Scotti ha precisato che nel ddl si inseriranno «aggravanti» o saranno ricostruite «intere fattispecie penali» per i reati commessi durante le manifestazioni sportive. E non si esclude il bando degli striscioni.
Amato ha voluto comunque difendere il suo ruolo di guardiano della linea dura: «Dobbiamo dire “no” alla regola incosciente e criminale del branco. So che è una stravaganza pensare al gioco del calcio senza pubblico, ma è una stravaganza ancor peggiore che qualcuno muoia per qualcosa del genere». Melandri ha assicurato che «la riapertura degli stadi sarà graduale, man mano che saranno a norma». Il sottosegretario Scotti ha precisato che attualmente gli impianti in regola in serie A sono 5 ma il divieto di vendita in blocco dei biglietti agli ospiti fa saltare l’obbligo di parcheggio riservato per i tifosi in trasferta con la possibilità di aprire 7-10 stadi.
Ma nella stessa maggioranza qualcuno ha preso le distanze dal governo. Paolo Cento dei Verdi ha sottolineato che nei provvedimenti ci sono «molte ombre e poche luci» ribadendo una «forte critica verso la riproposizione del pacchetto Pisanu» e sottolineando che bisognerebbe organizzare i tifosi in trasferta «per controllarli meglio» piuttosto che bloccare la vendita dei biglietti. Il presidente dell’Unione delle camere penali, Oreste Dominioni, ha invece stigmatizzato il «daspo preventivo» perché «gli arbitrii sulla libertà personale non sono giustificabili sul piano costituzionale». Intanto domenica si gioca.