Una domenica a piedi ogni mese. E via al nuovo piano d’emergenza

IL 20 NOVEMBRE TUTTI A PIEDI Pisapia si scusa con i sindaci dell’hinterland per l’ultima forzatura di
5 giorni fa. Poi stilano insieme il calendario delle giornate «verdi».
Ok a misure straordinarie. Sono i provedimenti della Moratti, ma scatteranno in anticipo

Che non facciano miracoli per abbattere il pm10 è stata la premessa nientemeno che di Giuliano Pisapia, davanti ai 32 sindaci dell’hinterland riuniti ieri a Palazzo Marino per discutere delle misure anti-smog. Ma dopo essersi scusato per la prima domenica a piedi in solitaria, ha già lanciato la prossima: il 20 novembre, quando è fermo anche lo stadio (Milan e Inter giocano in anticipo il giorno prima). Questa volta visto il coinvolgimento preventivo, l maggior parte degli amministratori aprono alla partecipazione. Si schierano già contro invece il sindaco di Basiglio Marco Flavio Cirillo e quello di Opera, Ettore Fusco: «I blocchi non servono a nulla, se non a soddisfare un’ideologia ambientalista ormai superata, Milano dovrebbe pensare a riforme strutturali come gli incentivi alle caldaie».
Prima domenica a piedi nella nuova versione «non emergenziale», si fanno anche se le poveri sono a norma. Ci sarà una pausa per il periodo natalizio ma già il 3 novembre il tavolo tornerà a riunirsi per concordare il calendario dei primo trimestre 2012: l’ipotesi è di organizzare almeno uno stop al mese. La data del 20 - questa volta le auto si fermeranno dalle 10 alle 18 - «è già stata condivisa da molti - ammette Pisapia - spero possa essere già il primo segnale che il cammino è comune e finalmente ci si confronta e si dialoga con tutti i Comuni intorno, Milano non è più egocentrica». Per l’assessore Daniela Benelli sulle strategie anti-inquinamento si gioca la «prima prova di città metropolitana», obiettivo finale che di questi tempi viene sponsorizzato sia dal Comune che dalla Provincia.
Mentre è ripartito il conteggio delle giornate con le polveri sottili oltre la soglia di attenzione (mercoledì le centraline dell’Arpa segnavano 76 microgrammi al metro cubo a Città Studi, ieri visto il meteo è presumibile che ci sia stato il bis) oggi la giunta vota il piano delle misure d’emergenza, scatteranno da domani in concomitanza con l’accensione dei riscaldamenti e il divieto regionale fino al 15 aprile per i motori più inquinanti. Di fatto, si ripetono le misure adottate dall’ex sindaco Letizia Moratti ma scattano in anticipo, per la «prima fase» bastano 7 giorni di polveri off limits invece di 12 e per la seconda 14 giorni invece di diciotto. Dopo una settimana di aria sporca quindi lo stop del Pirellone fissato dal lunedì al venerdì, a Milano si allungherà 24 ore su 24 anche nel weekend. Dopo due settimane dentro la Cerchia diventa off limits per tutte le auto (via libera a residenti e trasporto ma solo dalle 10 alle 12) e fuori dalla ztl Ecopass il divieto regionale si estende a moto e ciclomotori a due tempi Euro 2 e ai veicoli diesel Euro 3. La giunta attende i conti della Ragioneria per votare l’estensione a tutta la giornata del biglietto Atm da 1,5 euro nella «fase 2». Al tavolo dei sindaci si è parlato anche del nodo Ecopass: i comuni del area nord hanno presentato un documento che impegnerebbe Milano a investire parte dei proventi nel potenziamento dei parcheggi di interscambio e dei mezzi pubblici da e verso l’hinterland.