Domenica a piedi, uno slalom fra le auto

(...) «Con un blocco totale del traffico - continua l’assessore Croci - avremmo un’intera città che si muove a piedi, Milano scoprirebbe una nuova dimensione. L’ultima parola spetta comunque alla Regione».
Dal canto suo, il presidente Roberto Formigoni ringrazia i lombardi («hanno capito e condiviso i motivi del blocco»), difende la tempistica dello stop («il Pm10, dicono le previsioni meteo, potrebbe risalire nei prossimi giorni») e annuncia: «Con gli altri presidenti di Regione del nord firmerò un’intesa per prendere iniziative comuni nella lotta allo smog. Tra queste c’è il blocco del traffico in tutte le regioni il 25 febbraio».
«Grazie al blocco - ricorda ancora il governatore - abbiamo evitato all’atmosfera 3 tonnellate di polveri sottili. Non è poco». Alle 18, il Pm10 era sotto la soglia di guardia, ma il valore finale (una media dei livelli nelle 24 ore) potrebbe essere più alto di quello registrato sabato, appena sotto la soglia critica.
Formigoni ha elogiato i cittadini per il rispetto dei divieti. Ma i controlli, a Milano, sono stati meno del previsto. «Le pattuglie? A San Siro va meglio del blocco precedente, se ne vedono di più anche lungo il percorso della 90 e 91» racconta a metà pomeriggio un gruppo di autisti Atm in piazzale Lotto. «Ma nella zona Sempione e a Lorenteggio non si vedevano agenti e in strada c’era di tutto» aggiunge uno di loro, in turno dal mattino.
Nel lato meno trafficato della piazza, una pattuglia ha appena fermato un’auto. «Perché non ci mettiamo dove ne passano di più? I posti sono stabiliti - spiegano gli agenti mentre arrivano i rumori delle auto e il boato per il gol del Milan - Se qualcuno ci scappa, verrà bloccato poco più avanti dai colleghi». Lo stesso dicono in piazzale Accursio: «In viale Certosa non c’è lo spazio per far accostare le auto». E mentre la vigilessa stacca la multa a un’utilitaria blu, dietro la schiena le passa una moto (bloccate senza distinzione). Poco più avanti, uno scooter passa senza che la pattuglia sotto il cavalcavia Monteceneri se ne accorga. «Le auto in strada? Tante - racconta l’edicolante lì vicino -. Ma sono molte meno del solito. Qui, nei giorni normali, è un inferno».
La presenza in strada degli Euro 4 complica il lavoro dei vigili. «I modelli li riconosciamo a vista, non ha senso fermarli - dicono -. Ma certo, se il blocco fosse totale sarebbe molto più facile scovare i furbi».
Gli agenti in strada sono di più rispetto al 19 novembre, data del precedente blocco. Il ritmo dei controlli, a metà pomeriggio, non pare però altissimo. La conferma arriva a fine giornata. I mezzi controllati sono stati in tutto 5.778, un migliaio più del precedente stop, ma molti meno dei 7mila-7.500 che il comando aveva annunciato come obiettivo. In aumento anche le multe (936 in tutto, 69 in più di novembre): in media, un automobilista ogni sei fermati non era in regola.
«A molti non era chiaro se gli Euro 4 potevano circolare» raccontano all’assessorato ai Trasporti del Comune, tempestato di telefonate dei cittadini. La difficoltà, a quel punto, diventava capire se la propria vettura era o no di quel tipo.
Oggi sapremo l’effetto del blocco sull’aria. Le condizioni meteo non favorevoli, e la ripresa del traffico dopo le 20, potrebbero spingere i livelli oltre il limite. «Il blocco ha comunque contribuito a limitare l’incremento degli inquinanti» ricordano all’Arpa.