Domenica sapremo se la Rossa è anche affidabile

U n gran premio fantastico, prototipo di quelli che ci potremo aspettare in questo mondiale 2006. Pieno di sorpassi, di grinta, di recuperi di tanti «se» originati da quanto successo in pista, in prova e in gara. Schumi è sì secondo, ma la Ferrari non è sconfitta da Alonso: un pareggio con la bilancia in casa Renault per un secondo, 10 litri di benzina in più al rifornimento. A 300 orari un secondo vale 80 metri; Schumi sarebbe stato davanti all'uscita box, non affiancato alla Renault, se solo avesse potuto mettere 10 litri in meno nel serbatoio. Ma andiamo sugli altri. E se Raikkonen fosse partito davanti? E se Massa incollato ad Alonso fin dal via non si fosse girato e avesse pressato lo spagnolo per tutta la gara? E se Fisichella avesse avuto tutto perfetto come Alonso, dove sarebbe stato? E se Rosberg, ultimo dopo il primo giro e finito settimo, non avesse danneggiato il musetto al via? Insomma: là davanti ci sono tanti protagonisti e tanti giovani che rappresentano un salto generazionale e sono desiderosi di emergere, quindi di sorpassare. Rosberg è del '85, Massa e Alonso del '81, Button del '80, Raikkonen del '79.
Il nuovo regolamento delle prove e il cambio gomme in gara hanno centrato l'obiettivo dello spettacolo; ora la verifica fra soli 6 giorni, in Malesia, praticamente con lo stesso materiale del Bahrain e più o meno con le stesse mescole di gomme. Sarà la conferma soprattutto per la Ferrari, che partiva da molto lontano nella competitività 2005 ed è riuscita a recuperare in modo formidabile, ma con lo spettro in Malesia dell'affidabilità: stessi motori per due gare; in Bahrain infatti tutti hanno tirato.
Domenica sarà un'altra pista, meno facile per sorpassi o tentativi. Ma, credo, con lo stesso spettacolo.