Domenica di scontri si stringe il cerchio: dieci ultrà in manette

Sono interisti e milanisti vicini all’estrema destra. Già oggi i primi processi per direttissima

Il più astuto del gruppo si è presentato spontaneamente dai carabinieri a mezzogiorno, due ore prima che scadessero i termini per l’arresto in flagranza di chi partecipa a violenze in occasione di manifestazioni sportive: e così è stato fermato anche lui, andando ad ingrossare il gruppo degli ultrà di Inter e Milan chiamati a rispondere della domenica di violenze seguite alla morte del tifoso laziale Gabriele Sandri. In tutto, dieci estremisti delle curve di San Siro che, a partire da stamane, dovranno affrontare i primi giudizi da parte della magistratura.
Le indagini erano scattate praticamente in diretta, già nella serata di domenica, mentre si tirava il bilancio delle violenze compiute dai gruppi di tifosi mascherati. Strumento base dell’inchiesta le numerose riprese di telecamere a circuito chiuso. Non si tratta, tranne un solo caso, di ultrà direttamente coinvolti negli episodi di violenza. Ma il solo fatto di avere partecipato con il volto mascherato ai cortei di protesta ha fatto scattare l’incriminazione. Si tratta, d’altronde, in larga parte di habitué delle battaglie da stadio, alcuni dei quali già colpiti da diffida, milanisti e interisti che hanno messo da parte le rivalità di bandiera per fare fronte comune contro il «nemico»: lo Stato e i media. Tutti e dieci hanno trascorso la notte in cella. In otto stamattina compariranno nell’aula delle direttissime per la convalida del fermo, e per fare i conti con le richieste della Procura che, sull’onda dell’allarme-tifo, potrebbe anche chiedere (con una misura inedita) che al gruppo venga negata la libertà provvisoria. Si tratta degli interisti Riccardo Colato, Giovanni Aglio, Matteo Ardolino, Alessandro Mascolino e Michael Maron, tutti schedati da tempo come militanti del gruppo «Irriducibili», e dei milanisti Mahmood Mowlazadeh, Andrea Nestola, Paolo Giuseppe Torlaschi, legati alle «Brigate Rossonere». Quasi tutti, rossoneri e nerazzurri, provengono dagli ambienti dell’ultradestra. Colato, in particolare, è un noto simpatizzante di Forza Nuova ed è stato denunciato in passato per discriminazione razziale.
Discorso a parte meritano gli ultimi due arrestati, sorpresi da una volante mentre realizzavano sulla biglietteria di San Siro le frasi «10, 100, 1.000 Raciti» e «Morte agli sbirri». Oggi verranno interrogati dal giudice Guido Salvini che contesterà loro l’aggravante di avere compiuto il gesto come «istigazione a commettere delitti contro la personalità dello Stato». Le indagini, intanto, proseguono per identificare i responsabili dell’attacco alla caserma dei carabinieri: per questi potrebbe scattare una imputazione assai grave, il sabotaggio di opere militari, pena minima otto anni.