Domenica senza auto al Nord L'83% degli italiani è favorevole

Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Val d'Aosta, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige hanno aderito al blocco. Legambiente è soddisfatta, ma chiede misure più coraggiose contro lo smog

Roma - Domenica prossima blocco delle auto in pianura padana, dalle 8 alle 20. La drastica misura è stata decisa per cercare di fronteggiare il problema inquinamento. "La grande adesione dei comuni al blocco promosso dalle regioni del Nord Italia - ha dichiarato Roberto Della Seta, presidente di Legambiente - evidenzia che il problema dell'inquinamento atmosferico desta serie preoccupazioni e gli amministratori concordano sul fatto che l'imputato numero uno sia proprio il traffico privato. Sarebbe auspicabile però che a questa lodevole iniziativa aderissero anche altre regioni o per lo meno altre grandi città come Roma o Palermo, che non possono certo dirsi estranee al problema delle polveri sottili".

Peggiora inesorabilmente l'aria delle città italiane. A neanche due mesi dall'inizio del 2007 sono già 15 le città che hanno oltrepassato i 35 giorni all'anno di superamento del limite giornaliero di PM10 (50 microgrammi/m3) consentiti per legge e la situazione non è migliore per altre 3 città (Como, Pavia e Sondrio) che sono già a 35 giorni di superamento e 12 che hanno superato il valore per 30 giorni o più. Con 47 giorni di superamento la capolista del Pm10 è sempre Verona, seguita da Vicenza (46), Padova (45), Frosinone (42), Venezia (42), Torino (41), Mantova (40), Reggio Emilia (40), Milano (38), Bologna (38), Cesena (37) e Ferrara (37), Massa Carrara (36), Modena (36) e Treviso (36). A tre giorni dal blocco delle auto di domenica sono questi gli ultimi aggiornamenti del monitoraggio "PM10 ti tengo d'occhio", che Legambiente ha presentato in occasione della partenza del "Treno Verde 2007", la campagna sull'inquinamento urbano e di sensibilizzazione ambientale realizzata insieme a Ferrovie dello Stato.

"È singolare verificare - scrive Legambiente in un comunicato - come chi risiede al sud e non è coinvolto dal provvedimento abbia una percezione più forte del problema, probabilmente dovuta alla convinzione, che i cittadini del nord direttamente interessati non hanno, che il termine blocco corrisponda a un fermo totale e senza deroghe, a un'iniziativa senza precedenti per estensione e partecipazione. E se si deve fare un sacrificio lasciando a casa le quattro ruote, per gli italiani non c'è eccezione che tenga: il 70% - si legge nel comunicato di Legambiente - ritiene che non debbano essere esclusi dal divieto di circolazione gli euro4, mentre solo il 22% considera giusta la deroga, grosso modo la stessa percentuale dei possessori di tali veicoli. Infine, anche se tutto il parco auto venisse convertito in euro4, per il 40% non se ne avrebbe un grande impatto positivo sull'inquinamento dell'aria".