Domenica speciale per Fazio: la figlia si fa suora

Chiara, 23 anni, prende i voti ad Alvito. E il mondo cattolico si mobilita per sostenere un «uomo pio» in difficoltà

Giuseppe Salvaggiulo

da Milano

Il mondo cattolico si stringe attorno a Fazio, sotto l’assedio di un fronte che comprende finanza laica, grande stampa di centrosinistra, Confindustria e sindacati confederali, oltre a gran parte delle forze politiche. A dettare la linea di difesa è un articolo del giurista Giuseppe Guarino pubblicato oggi su Avvenire, quotidiano della Conferenza episcopale italiana guidata da Camillo Ruini.
Lo scudo cattolico diventa l’ultima carta a disposizione di Fazio. «È un uomo pio, resisterà», ha detto qualche giorno fa Luigi Grillo, senatore di Forza Italia e «fazista» irriducibile. Devoto uomo di Chiesa e studioso di San Tommaso, che ama citare anche negli interventi a sfondo economico, Fazio ha un solido legame con ambienti vaticani, e non solo finanziari. Fede condivisa con il resto della famiglia. La moglie Maria Cristina sostiene l’ordine dei Legionari di Cristo, patrocinando anche un contributo del banchiere Gianpiero Fiorani (impegnato nell’Opa su Antonveneta con la Bpi), che il 18 luglio gliene dava conferma telefonica («Domani ti porterò il documento del versamento»). Chiara, 23 anni, quarta dei cinque figli, si appresta a prendere i voti. La cerimonia è prevista per domenica ad Alvito, il paese di Fazio in provincia di Frosinone. Dopo il solenne impegno, festa nella casa di famiglia. La ragazza dovrebbe entrare in un ordine affiliato proprio ai Legionari di Cristo.
L’articolo di Avvenire sposa non solo la legittimità formale degli atti del governatore sul caso Antonveneta (con citazione della sentenza con cui il Tar Lazio ha respinto il ricorso degli olandesi contro i provvedimenti adottati da Fazio: «Il principio di imparzialità è stato rispettato»), ma anche la sostanza «politica» della difesa dell’italianità del sistema bancario. Guarino argomenta che la presenza di una banca radicata sul territorio e omogenea all’imprenditoria locale tutela la clientela e concorre alla stabilità del sistema. Da qui «la preferenza che va accordata a un istituto locale come la Popolare di Lodi, rispetto a una di dimensione multinazionale come Abn Amro». Il giurista difende anche «l’indirizzo tenacemente e silenziosamente perseguito dal governatore, diretto a favorire la costituzione, a mezzo di fusioni o acquisizioni, di quattro gruppi bancari di dimensioni medie europee, che costituiscono oggi il maggiore punto di riferimento del sistema economico». E aggiunge: «L’acquisizione di Antonveneta da parte di Lodi avrebbe completato il disegno».
A proposito del silenzio del governatore sulle critiche di cui è stato oggetto in queste settimane, Guarino fa notare che «la banca centrale non può entrare in polemica né con organi dello Stato o altre istituzioni, né a maggior ragione con gli organi di stampa. Ogni sua dichiarazione pubblica potrebbe avere effetti pregiudizievoli sull’andamento dei mercati. Il riserbo è frutto di un principio istituzionale rigoroso».
Il giudizio «implicito, ma non dubbio» sulla correttezza di Fazio espresso dal Cicr «recide ogni preoccupazione circa la perdita di credibilità» di Bankitalia. «Ma esiste un criterio di giudizio ancora più sicuro di quello dei tassi di interesse a lungo termine. Il loro livello e il divario rispetto a quelli internazionali sono in Italia ai minimi storici dai tempi giolittiani e sono rimasti stabili».
Sulle intercettazioni telefoniche, il giurista spiega che «notizie raccolte che riguardino reati diversi, e a maggior ragione attività lecite, anche se raccolte in sede di intercettazioni legittime, non possono essere rese pubbliche. Al contrario la stampa ha riprodotto il testo di conversazioni tra familiari e il governatore».