Una domenica «speciale» con tre orchestre

Tre complessi sinfonici nello stesso pomeriggio: all’Opera c’è il «Concerto di Primavera» (Poulenc e Ciaikovskij), la Orl e l’Orchestra Sinfonica di Roma si dedicano ai contemporanei

A Vienna come a Berlino o a Londra, con le tante orchestre attive, è abbastanza normale che, in una medesima giornata, più d’una si esibisca, col risultato di ampliare e diversificare l’offerta. E il pubblico, in quelle capitali, c’è anche per tre o quattro concerti simultanei. A Roma, invece, dove di orchestre ce n’è seppure in «modica quantità», ciò accade assai di rado, e perciò difficilmente l’attività di una si sovrappone a quella di un'altra, convinti che la capitale non abbia sufficiente pubblico per più di una proposta contemporaneamente. Ora, semel in anno, e per una coincidenza davvero eccezionale, tale convinzione può essere passata alla prova dei fatti e fors’anche - speriamo! - sfatata. Oggi pomeriggio ben tre concerti sinfonici pressocchè alla medesima ora. Procediamo con ordine. L’Opera annuncia un Concerto di Primavera, nel mezzo della sua stagione teatrale, con la direzione del francese Alain Lombard, impegnato nel Werther di Massenet. Lombard mette in programma il Gloria di Francis Poulenc, opera di raro ascolto ma di sicura ed originale fattura, nella quale canterà il soprano Anna Rita Talento ed il Coro istruito da Andrea Giorgi. Completa il programma la Sinfonia n. 4 di Ciaikovskij.
Un singolare accostamento di brani caratterizza il programma domenicale (replica domani) dell’Orchestra Sinfonica di Roma diretta da Francesco La Vecchia, all’Auditorium Conciliazione. Nella prima parte del concerto due opere di «esordio»: Schoenberg (Notte trasfigurata per orchestra d’archi op.4) e Petrassi (Partita per orchestra, una suite in tre parti che, negli anni Trenta, meritò al giovane musicista romano riconoscimenti internazionali ); chiude il concerto lo straconosciuto e sempre amato Bolero di Maurice Ravel.
Per finire, il concerto domenicale dell’Orchestra di Roma e del Lazio che, fedele al suo proposito di far conoscere e diffondere la musica del nostro tempo, presenta in prima assoluta un brano - Grido velato per viola e orchestra; solista Fabrizio De Melis - della giovane romana Sivia Colasanti ; a seguire la Sinfonia in re maggiore op. 24 di Jan Vlaclav Vorisek, compositore boemo dell’800; e, per finire, il grande repertorio, con il Triplo Concerto op.56 di Beethoven; solisti Paolo Gilardi (pianoforte), Francesco Cerrato (violino) e Stefano Cerrato (violoncello). Direttore Lior Shambadad.