Con «Domenica sport» tutti gli eventi anche sulla spiaggia

Certo, ormai ci sono bagnini della riviera romagnola che hanno apparecchi televisivi degni dei cinema in 3D. Certo, capita di vedere sulle spiagge di mezza Italia gente - si spera dotata di abbonamenti con tariffe flat, pena il prematuro fallimento - che si guarda partite e sport vari in streaming sull’ultimissimo modello di tablet o di telefonino. Certo, ci sono sempre gli inguaribili patiti dello sport in televisione nella saletta apposita della pensione Rosina di Rivazzurra che non scendono in spiaggia prima che sia terminata una tappa pianeggiante vinta da un oscuro gregario al Tour de France, nonchè il successivo processo alla tappa. Peraltro, sono facilmente riconoscibili, visto che sfoggiano abbronzature chiazzate: ustionati i giorni senza Tour, Wimbledon, Mondiali di Nuoto e Gran Premi di auto e moto; pallidissimi tendenza mozzarella nelle altre giornate in cui lo sport li tiene chiusi ermeticamente in casa.
Per tutti gli altri, però, c’è la radio. E occorre dare atto al direttore di Radiouno Antonio Preziosi di aver predisposto con la struttura di Riccardo Cucchi un programma estivo con i controfiocchi, corprendo tutti i maggiori eventi, raccontati nel migliore dei modi. La scorsa Domenica sport condotta da Paolo Zauli, contrappuntata dalle scelte musicali di Gian Maurizio Foderaro, ne è un perfetto esempio: Giulio Delfino come al solito puntuale sulla Formula Uno; Carlo Verna capace di far sorridere Federica Pellegrini dalla Cina anche attraverso gli apparecchi, quasi che gli schizzi arrivassero fino a casa; la finestra serale sulle moto, ma soprattutto un immenso Emanuele Dotto che raccontava il Tour. E, a ogni volta che diceva «Go Cadel go», Evans vinceva un pezzettino di Tour e sembrava di essere tornati al ciclismo di una volta. Insomma, il valore aggiunto delle radiocronache «dotte» è da un lato il fare emergere l’aspetto umano degli atleti, dall’altro le informazioni enciclopediche date agli ascoltatori, una sorta di «forse non tutti sanno che» della Settimana enigmistica. P»articolari che fanno perdonare l’esposizione un po’ pedante dell’opinionista Massimo Ghirotto, capace anche di dire cose interessanti, ma in maniera troppo poco adatta ai ritmi radiofonici. Tutto questo, solamente accendendo «on» sulla radiolina. Senza nemmeno il rischio di perdersi un minuto di abbronzatura. Alla faccia dei bagnini tecnologici.