Domenica tutti sul Beigua per osservare l’«aquila dei serpenti» che fa il nido

L’appuntamento è per domenica prossima, nel Parco del Beigua: gli appassionati di birdwachting provenienti anche da Piemonte, Lombardia e Svizzera, attenderanno il passaggio di un migliaio di esemplari di Biancone, rapace noto come «l’Aquila dei serpenti», una delle specie più significative dal punto di vista avifaunistico nel panorama nazionale. Il Biancone, tutelato dall’Ue e da leggi nazionali, è un grande rapace diurno, con un’apertura alare di quasi due metri. Le sue prede, per oltre il 90%, sono rettili. Dopo l’inverno passato nell’Africa Sahariana, arriva in Europa seguendo una rotta migratoria che dall’Africa tropicale passa per Gibilterra. Poi, dopo aver sorvolato Spagna e Francia, comincia il viaggio in Italia proprio dalle alture di Arenzano, sulla più grande area protetta della Liguria, un sito di importanza europeo per osservare la migrazione della specie. Ogni anno, a marzo, nel parco del Beigua, sede di un Centro ornitologico e di educazione ambientale, transita infatti oltre un migliaio di esemplari di Biancone. Una sessantina di coppie si ferma nell’Appennino ligure fino a settembre per riprodursi, nidificando rigorosamente ed esclusivamente fra i rami dei pini neri e di quelli marittimi. Gli altri volano verso altre area protette del centro-sud della Penisola. Dopo un decennio di avvistamenti, il biancone è diventato una sorta di «star» del Parco del Beigua. Il «Biancone day», alla nona edizione, sarà preceduto questo pomeriggio dalla presentazione, presso il museo civico di Storia naturale di Genova, del volume «Il Biancone - Biologia e migrazione nell’appennino ligure» di Luca Baghino, Massimo Campora e Guido Cattaneo.