UNA DOMENICA

Non ha la faccia dello sconfitto, ma di quello che è in pace con se stesso. «Ho fatto tutto quello che era nelle mie possibilità – dice Alessandro Ballan, il terzo uomo di Roubaix -. Lo so, molti mi rimproverano il fatto di essere stato troppo al vento nel finale, ma la verità è che al vento mi ci hanno lasciato e io ci stavo perché tanto sentivo che dentro di me ormai avevo poche energie. Ho temuto anche i crampi, allora ho cercato di mantenere una velocità costante, senza strappi, non potevo perdere l’occasione di arrivare con quei due a Roubaix. Una cosa è certa: so che un giorno questa corsa potrà essere mia. Mi sento tagliato per questo tipo di gare e l’anno prossimo tornerò per migliorarmi. Adesso mi godo questo podio, questa fotografia con Boonen e Cancellara. Non potranno più dire che nel 2006 ero arrivato terzo per la squalifica di tre avversari che dribblarono un passaggio a livello nel finale. Questo è un terzo posto tutto mio e me lo sono proprio meritato».
Filippo Pozzato temeva la Foresta d’Arenberg, lì doveva entrare nelle prime posizioni per scegliere le traiettorie migliori ed evitare di rimanere imbottigliato dalle immancabili cadute. «Invece, a due chilometri dalla Foresta, mi sono rovinati addosso – racconta scuro in volto -. Ho picchiato la schiena e ho dovuto inseguire per oltre 20 km tutto solo. Lì ho sentito subito che non spingevo più sui pedali».
Stessa sorte per Manuel Quinziato, compagno di squadra di Pozzato. «Nel settore numero 21 ho rotto il cambio – racconta il bolzanino, tredicesimo al traguardo – e sono stato costretto a cambiare la bicicletta, poi sono rimasto coinvolto anch’io nella caduta con Pippo. Io ho solo messo piede a terra, ma sono stato costretto a fare tutta la Foresta con due raggi rotti, sono uscito, ho cambiato la ruota e mi sono trovato da solo. Ho inseguito per venti km, sono rientrato, poi, nel momento decisivo mi sono trovato un po' in crisi. Però non tutto è da buttare. Ho corso bene, ho dimostrato di essere anch’io tagliato per questo tipo di corsa».
A modo suo vince anche Fabio Baldato, 40 anni a giugno, alla sua quattordicesima e ultima Roubaix (nel ’94 arrivò secondo), chiusa con un buonissimo decimo posto. «Peccato solo per Alessandro (Ballan, ndr), perché a questa corsa ci tiene in modo particolare, ma sono sicuro che nei prossimi anni riuscirà a coronare il suo sogno».