Domeniche a piedi, trionfo dei boy scout dell’ambientalismo

Caro Granzotto, condivido al 200 per cento la lettera del sig. Cerofolini e la sua risposta allegata. Certamente senza voler assumere un intento di critica, mi corre l’obbligo di rilevare una imprecisione nella definizione di «microgrammo»: si tratta infatti non di un millesimo di grammo, ma di un milionesimo di grammo. Questa precisazione mi fornisce l’occasione per riflettere come per un cittadino mediamente distratto, e anche per molti seguaci dell’ambientalismo più becero, sia facile non rendersi conto esattamente di che cosa si stia parlando quando si paventano catastrofi dovute alle famigerate polveri sottili. Esemplificando: un metro cubo è un volume pari a circa quello di un medio tavolo. In questo volume enorme non posso ammettere più di 50 microgrammi di PM10. Per fare un grammo servono un milione di microgrammi, per fare lo stesso grammo servono 20mila volte il famoso limite dei 50 microgrammi per metro cubo. Che possiamo dire? Siamo alla follia! Stiamo parlando di valori talmente insignificanti che meriterebbero una presa di posizione dei nostri politici per chiedere la revisione di tali limiti che potrebbero essere portati tranquillamente a dieci volte tanto. Sono sicuro che la gente, informata adeguatamente, capirebbe e seguirebbe di buon grado, evitando così tanti costi e inutili disagi.
Milano

Come da copione, domenica scorsa gli abitanti di molti centri urbani hanno dovuto lasciare le proprio auto in garage. Anche quelle elettriche, in certe città. Il famigerato particolato aveva infatti superato la soglia posta dagli euroburocrati. Risultati? Zero. Gli addetti comunali alla conta delle polveri sottili hanno dovuto ammettere che ventiquattr’ore di stop non le avevano fatte scemare di un centesimo di microgrammo. Molti però i disagi e consistenti i danni economici. Eppure non c’è da farsi illusioni: per pigro conformismo, al prossimo sforamento dell’eurosoglia il rituale sarà immancabilmente riproposto. Ciò che riempirà soddisfazione il pagliacciume verde, compiaciuto nell’aver costretto il popolo bue a soddisfare per l’ennesima volta le fregole del feticcio ambientalista. Il conteggio da lei sveltamente fatto, caro Milani, e cioè che per fare un grammo di poveri sottili servono 20mila di quei 50 microgrammi che rappresentano il limite concesso, dà da pensare. E certo ha dato da pensare agli amministratori cittadini, tutta gente che ha fatto la scuola dell’obbligo e che dunque sa fare due più due. Però, nonostante il quattro che se ne ricava, essi seguitano ottusamente ad attenersi ai diktat di Bruxelles, prendendosi e prendendoci in giro con le domeniche del pedone. Sembrerebbe un attacco di collettivo marasma mentale, però, se pensiamo che in base a dati climatici taroccati; a modelli matematici (gli stessi che ti danno la formula per vincere al Casinò e la cui affidabilità è paragonabile a quella degli oroscopi del mago Otelma); a previsioni smaccatamente strampalate (scioglimento imminente dei ghiacciai himalaiani e del Polo sud, repentina desertificazione della Puglia, innalzamento di cinque metri del livello del Mediterraneo...) quasi tutti i capi di Stato o di governo firmarono il Protocollo di Kyoto, perché meravigliarci? Se per far contento quel giuggiolone di Al Gore furono buttati sul tavolo - sottraendoli alla crescita, allo sviluppo, al famoso «futuro» - 21mila miliardi di dollari, mi dica lei, caro Milani, se c’è ragionamento che possa dissuadere i boy scout della buona azione ambientalista a mettere in castigo i cittadini e buttare al vento qualche milioncino spiccio col fermo domenicale delle automobili. D’accordo che il sonno della regione crea mostri, ma i bischeri dove li mettiamo?
Paolo Granzotto