Domenici a Tremonti: "Comuni pronti a rottura" Giù l'occupazione: -2,1%

In una circolare di Tremonti le disposizioni sul rispetto del patto di
stabilità interno. Ma la crisi finanziaria costringe l’80%
dei Comuni a non rispettare il patto. <strong><a href="/a.pic1?ID=324963">Diminuisce il numero dei lavoratori attivi nelle imprese</a></strong>. Alle stelle l'uso della cassa integrazione

Roma - Il ministero dell’Economia "con le sue decisioni, impedisce" ai Comuni di "rispettare il patto di stabilità interno" ed è per questo che Leonardo Domenici, presidente dell’Anci, proporrà al Consiglio Nazionale "la rottura totale dei rapporti con il governo, l’abbandono della conferenza unificata e il blocco di ogni collaborazione istituzionale", in particolare sul federalismo fiscale.

Una provocazione intollerabile Domenici definisce "una provocazione grave e intollerabile", in una lettera inviata al ministro Tremonti, il contenuto di una circolare emanata dal ministero dell’Economia sull’applicazione delle disposizioni relative al patto di stabilità interno. Nel ricordare che una settimana fa l’ufficio di Presidenza dell’Anci, "lanciando un allarme sulla grave crisi finanziaria dei Comuni che avrebbe costretto l’80% degli stessi a non rispettare il patto di stabilità interno, aveva chiesto un incontro urgente al presidente del Consiglio dei ministri, senza peraltro aver ancora aver ricevuto risposta", Domenici segnala che la circolare in questione "rende praticamente impossibile ai Comuni il rispetto del Patto di stabilità". "Non consentire l’utilizzo dei proventi derivanti delle alienazioni immobiliari per finanziare la spesa per investimenti - spiega Domenici nella lettera - significa cancellare dai bilanci dei Comuni italiani almeno un miliardo e mezzo di euro, con una interpretazione ministeriale che è in contrasto con la raccomandazione al Governo, approvata dal Parlamento, nel corso della discussione sulla legge finanziaria per l’anno in corso". 

Difficoltà economiche Domenici ricorda che i Comuni stanno vivendo una fase di enorme difficoltà finanziaria che "dipende da scelte di finanza pubblica che i Comuni, con senso di responsabilità istituzionale, hanno accettato e, finora, per la maggior parte, rispettato. Mi riferisco - chiarisce - all’aver imposto proprio ai Comuni, che in questi anni hanno contribuito più di ogni altro livello di governo alla riduzione del deficit, un contributo eccessivamente gravoso per il risanamento dei conti pubblici; all’aver abolito l’Ici prima casa senza, ad oggi, aver dato certezza sulla copertura finanziaria pari al minor gettito accertato e certificato dai Comuni stessi; all’aver introdotto regole sul patto di stabilità che stanno generando paradossi e sperequazioni evidenti". Per Domenici "è il ministero dell’Economia che, con le sue decisioni, ci impedisce di rispettare il patto di stabilità interno ed è quindi impossibile aspettarsi che i Comuni lo rispettino. Nell’ufficio di presidenza del 22 gennaio scorso avevamo chiesto un incontro con il Presidente del Consiglio: questa è la risposta". Il 5 febbraio, al Consiglio Nazionale Anci, conclude Domenici, "proporrò la rottura totale dei rapporti col Governo, l’abbandono della Conferenza Unificata e il blocco di ogni collaborazione istituzionale, in particolare su Federalismo fiscale e Codice delle Autonomie. Questo è l’unico linguaggio che in questo momento possiamo parlare ed è un linguaggio di rivolta".