Domiciliari ai romeni, una valanga di proteste

Ancora un polverone di polemiche, dopo il caso dello stupro di Capodanno, sulla concessione degli arresti domiciliari ai due romeni indagati per favoreggiamento nell’ambito dell’inchiesta sulla violenza di Guidonia. Il Gip di Tivoli ha concesso ai due la possibilità di rimanere in casa di parenti in una località segreta del Nord, probabilmente in Veneto.
«Sono francamente sconcertato nell’apprendere la notizia della nuova concessione di arresti domiciliari a persone implicate in reati di violenza sessuale» ha tuonato ieri il sindaco Gianni Alemanno. «Non si comprende - ha continuato il primo cittadino - come sia possibile che dopo la concessione di questo beneficio al ragazzo reo confesso dello stupro di Capodanno ad appena 48 ore dal suo arresto, anche ai fiancheggiatori del branco di Guidonia siano concessi gli arresti domiciliari dopo appena tre giorni. Tutto questo nonostante l’allarme sociale che stanno generando i reati di violenza sessuale e l’autentico sdegno che sta percorrendo tutta la città». «Non a caso - ha ricordato Alemanno - il procuratore di Tivoli Luigi De Ficchy aveva chiesto per i fiancheggiatori il mantenimento della custodia cautelare in carcere. Pur nel rispetto dei ruoli, come sindaco di Roma non posso fare a meno di esprimere la mia protesta nei confronti di quei magistrati che decidono di assumere atteggiamenti di clemenza nei confronti dei responsabili diretti o indiretti di questi gravissimi reati».
Secondo Luigi Camilloni, presidente dell’Osservatorio sociale, si tratta di «un provvedimento non condivisibile, ingiusto, criticabile, errato ma soprattutto inadeguato. Ed è proprio per questo motivo che sollecito il ministro Alfano a inviare gli ispettori. La continua erosione della credibilità della magistratura è data proprio da una giustizia troppo lassista e inadeguata a difendere i cittadini e quindi non all’altezza più dei problemi».
Sulla stessa linea il presidente provinciale di An Francesco Lollobrigida che ieri pomeriggio ha partecipato a una manifestazione di “Azione giovani” a Guidonia: «È sconcertante la scarcerazione di chi ha favorito questi criminali. I cittadini hanno bisogno di noi - ha aggiunto - per non essere soli. Devono sapere che la politica è al loro fianco, purchè però non si affidino ad una giustizia “fai da te”».
«Non condivido la scelta degli arresti domiciliari per i due romeni accusati di favoreggiamento», ha detto oggi un abitante di Guidonia, sostenendo che la stragrande maggioranza dei suoi concittadini la pensa esattamente come lui. Polemiche anche per le parole della radicale Rita Bernardini che aveva denunciato di essersi accorta, nel corso di una visita a Rebibbia, di percosse subite dai romeni arrestati. «È incredibile sentire frasi di questo genere - hanno detto due donne - se questi romeni fossero in carcere nel loro Paese per loro sarebbe molto peggio rispetto a qui». Ma i cittadini di Guidonia sperano anche che «ora che sono passati alcuni giorni dall’aggressione, le istituzioni continuino a fare qualcosa per la sicurezza». Tra le polemiche spunta anche la rassegnazione: «In questi giorni Guidonia si è riempita di telecamere, sembra essere diventata il centro del mondo. Tanto tra poco tutto tornerà come prima e temo che fatti come questi possano accadere di nuovo, anche qui».