Dompè disegna la San Donato del futuro

Fatti concreti non parole. Ecco la sintesi, in uno slogan, della Casa delle Libertà in quel di San Donato Milanese. «Un filino retorico? Be’, è la declinazione del verbo fare che caratterizza un’amministrazione con fantasia, immaginazione e che è al servizio dei cittadini garantendogli tranquillità ed efficienza». Sorride Mario Dompé, forse il candidato sindaco del centrodestra s’immagina già la trasformazione di San Donato nella «nostra» città del futuro: «Più bella, libera e sicura».
Dottor Dompé, la coalizione del centrodestra vuol far vivere i sogni che la giunta guidata dal ds Achille Taverniti ha ucciso. Impegno non facile.
«Ma non è impossibile se si riporta il cittadino al centro dell’attenzione e se l’amministrazione comunale lavora al suo servizio. Sotto la giunta Taverniti c’è stato un aumento di tasse e di tariffe che non sono stati accompagnati da un miglioramento della qualità dei servizi, della vita dei miei concittadini. Di conseguenza un impegno che sottoscrivo pubblicamente è quindi quello di un taglio delle spese senza sperperi e unicamente a vantaggio della comunità locale».
Argomento caldo quello della politica delle tasse. Ma, scusi, la giunta rossa racconta di aver tagliato l’Ici...
«È una menzogna. Taverniti e i suoi pasdaran vagheggiano di un bilancio di previsione 2007 dove riducono l’aliquota Ici sulla prima casa. Un minor esborso nell’ordine, sostengono, del dieci per cento ovvero qualcosa come quattrocentomila euro in meno. Peccato che, Taverniti, pure cinque anni fa all’indomani della sua elezione abbia varato un provvedimento che - tra l’aumento dell’aliquota e la drastica riduzione della detrazione - produsse un aumento della tassa per la prima casa pari al centocinquanta per cento».
Della serie: la politica delle «tasse», con tanto di dimenticanza del sindaco Taverniti di un dettaglio, che grazie alla Finanziaria di Prodi le rendite catastali saranno aumentate e quindi anche l’Ici sarà una stangata.
«Nessuno stupore, Taverniti è ricandidato sindaco dal centrosinistra che ha combinato poco e male per i cittadini di San Donato. Esempi? I topi nella scuola materna di via di Vittorio e i bambini al freddo nella struttura in via Martiri di Cefalonia. E, ancora, l’incapacità dell’amministrazione rossa di affrontare l’emergenza neve che i comuni limitrofi hanno risolto in poche ore e, poi, la questione del verde e delle piste ciclabili...».
Elenchino infinito del non fatto che si trasforma in fatto solo dopo continue denunce del centrodestra.
«Situazione vergognosa, come quella del traffico e della viabilità che non hanno mai risposta. Idem la questione degli alloggi che mancano e che sono un’emergenza vera e propria. Emergenza che riguarda pure il “Pratone” ovvero una grande operazione urbanistica su cui la Casa delle Libertà ha fatto una dura campagna in sede consiliare».
Cosa non vi convince del progetto «Pratone»?
«Non tiene conto della mancanza di una piazza e c’è un notevole dispendio economico per realizzare una struttura - il laghetto - che già esiste. E il no è stato sottoscritto da ottocento sandonatesi che vogliono tornare a sorridere».
Be’, Dompé, vogliono «far vivere i sogni».
«Che a cinquantun anni è anche il mio sogno: far rivivere la San Donato che ho conosciuto da bambino. E per farlo bisogna investire sui giovani, ai quali non faccio promesse su promesse bensì lancio un invito per confezionare insieme spazi per crescere liberi di fare le proprie scelte in un clima di tranquillità e di serenità. Ah, dimenticavo: facciamo crescere San Donato col senso del bello. Altrimenti non c’è speranza per le persone».