Don Andrea Gallo finisce nei gossip di «Novella 2000»

(...) della Sera, quali: «Nella mia tappa di avvicinamento alla pace c'è la lettura del Vangelo, poi l'incontro con Fernanda Pivano e le canzoni di Vasco Rossi». Insomma, anche il Vaticano deve «apparire»: non per niente il nostro Cardinal Bertone diventerà l'uomo della comunicazione, così come padre George punterà sul sex appeal e don Gallo sulle canzoni di Vasco. Non è tutto, però, un po’ imbarazzante?
Gino Paoli. Gino Paoli, settantenne, sempre sulla breccia accanto ad Ornella Vanoni, potrebbe annunciare proprio con una nuova canzone la gioia di essere diventato, in queste settimane, nonno. Suo figlio Giovanni, infatti, vicedirettore di «Novella», ha ricevuto il 28 luglio dalla sua compagna Stefania Ulivieri Stiozzi, il più bel regalo della vita, Olivia.
Già numerosi biografi ci hanno fatto sapere che la piccola pesa 3,150 chili ed ha «tantissimi capelli» (certamente un poco più di quelli del nonno Gino).
Paolo Villaggio. L’attore di casa nostra ogni tanto si riavvicina alla sua Genova, che ama e odia al contempo. Succede che i giornali, di questi tempi estivi, non sapendo spesso come riempire le pagine (succede un po’ a tutti) si rivolgono a Villaggio e gli chiedono di ricordare i suoi momenti più belli vissuti sotto la Lanterna. Un pezzo «di colore», come diciamo noi. Ebbene, per la centesima volta Villaggio racconta l’incontro con una ragazzina di 15 anni nel boschetto di pitosfori a San Giuliano. Ricorda quegli occhi incredibili e conclude con la solita frase strappalacrime: «Quella è diventata mia moglie...». I pitosfori, il loro «odore», intrecciato col sapore del mare di Boccadasse hanno sempre contrassegnato i ricordi di Paolo. Così come il «giardino di Gerlando», appunto pieno di pitosfori e titolo di un libro che da quarant’anni l’attore dice di voler scrivere, e che tutti stanno ancora aspettando.
Intanto Villaggio si prepara a tornare al teatro con i suoi monologhi «truccati» e presi dai vari Cechov e Pirandello. Ha raccontato a «Repubblica»: «Ormai mi sono ritirato, rileggo moltissimi autori: Kafka, Dostoevskj, Roland Barthes. M’arricchisco così. E menziono passi interi spacciandoli per miei».
Pinotti. Quando il ministro della Difesa Parisi ha annunciato in Tv la missione italiana in Libano, accanto a lui (anche molto sorridente) c’era pure lei, Roberta Pinotti, neopresidente della Commissione Difesa della Camera. Se da una parte nel suo nuovo ruolo, si può dire che «giochi in Difesa», dall’altro (cioè sul versante della visibilità) è sempre e soltanto all’attacco, visto che è forse la parlamentare più intervistata del momento.
E proprio a Maria Teresa Meli ha detto molte cose interessanti che abbiamo piacevolmente scoperto: ad esempio che «ha un feeling con generali e aerei da caccia». Ancora che «le piacerebbe avere il brevetto per pilotare un aereo dopo una fantastica esperienza su un caccia... un aereo tipo gli MB 339...». Le è stato chiesto come sia stato possibile che una come lei pacifista e cattolica sia finita alla Difesa e... diventata una «guerrafondaia». Sorridendo Roberta ha spiegato: «C’era stata una grande mobilitazione delle forze cattoliche sulla legge per il controllo delle armi... E poi in commissione ho capito che per un Paese la sicurezza è importante».
Insomma: meglio un «MB 339» che le mitragliate a vuoto nei vari consigli provinciali o regionali genovesi...