Don Chisciotte tra il mito e la Scienza

Le Forze Fondamentali della Natura ci dicono che la sfera immanentistica della nostra esistenza è retta da una Logica Rigorosa e immutabile, non da leggi statistiche. Sergio Valzania ha scritto (Il Giornale, 27 agosto): «Le voci migliori della Scienza ci ricordano che sull'empirico possiamo solo dichiarare leggi statistiche». Se fosse vero, non avrei potuto scoprire l'antimateria nucleare, né l'energia effettiva che controlla le forze subnucleari forti, per non citare che due esempi di Scienza che studia l'empirico. L'esistenza delle quattro Leggi Fondamentali della Natura smentisce quello che Sergio Valzania fa dire alla Scienza. Sono queste quattro Leggi che reggono l'empirico, dalle sue strutture minime dell'Universo Subnucleare a quelle massime dei sistemi galattici e del Cosmo. Eccone la lista estremamente sintetica: 1) La Legge di Gravitazione Universale ci fa capire perché le pietre cadono sempre dall'alto verso il basso. È questa legge che ha permesso a Halley di calcolare quando sarebbe ritornata a essere visibile la cometa che porta il suo nome. Senza questa Legge sarebbe stato impossibile andare a spasso nel Cosmo con astronauti e sonde spaziali. 2) La Legge delle Forze Elettromagnetiche ci permette di avere radio, tv e gli strumenti della medicina moderna oltre a «vedere» l'altra faccia della Luna, la superficie di Marte e gli oggetti cosmici più lontani come fossero a portata di mano. 3) La Legge delle Forze Deboli (dette di Fermi) permette al Sole (e alle Stelle) di brillare, senza spegnersi né saltare in aria, per miliardi di anni. 4) La Legge delle Forze Subnucleari Forti ci ha fatto capire l'origine delle potenti Forze Nucleari. Queste quattro Leggi Fondamentali sono la più grande conquista del pensiero scientifico, da Galilei a oggi, e non sono leggi statistiche. Queste esistono (Boltzman, Fermi-Dirac, Bose-Einstein) ma non intaccano minimamente la validità delle Leggi Fondamentali. Anche nella Fisica detta «quantistica» è necessario introdurre proprietà statistiche, ma queste nascono dal fatto che l'empirico ha proprietà «duali»: esiste simultaneamente come «onda» e come «particella». Ancora una volta, queste proprietà non inficiano minimamente la validità delle Leggi Fondamentali.
E adesso una nota relativa al dibattito nato da quanto ha scritto Antonio Socci sulla ingenua e infelice scelta dei Ciellini-2005. Mitizzare Don Chisciotte è un errore che diventa madornale se lo si cerca di avvalorare tirando in ballo la Scienza e le sue «voci migliori». Diceva Enrico Fermi - il più grande galileiano del XX secolo - che non hanno diritto a parlare in nome della Scienza coloro che non hanno mai saputo scoprire né inventare alcunché.
Quando negli anni di piombo ai Ciellini dell'Università di Bologna era proibito tutto, chi scrive sfidò la cultura atea e faziosa, che affliggeva il più antico e prestigioso Ateneo del mondo, schierandosi con Cl. Sono passati diversi decenni, ma l'anima limpida di quei tempi non deve appannarsi, né perdere i suoi valori. Giovanni Paolo II ha dato alla nostra Cultura luce e coraggio con esempi di martiri e di Santi che hanno saputo affrontare le tragedie della vita con la forza della Fede che è sorgente di Amore, Carità e Perdono. Sono questi gli eroi da imitare non «un imbecille che si mette una scodella in testa e insegue sogni», come ha scritto - giustamente - Antonio Socci. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno dato alla cultura cattolica obiettivi di straordinaria attualità, affinché mai più si possano ripetere le tragedie che hanno sconvolto il mondo nel corso del secondo millennio. Non distraiamoci inseguendo sogni. Questi obiettivi non hanno il loro fulcro in Don Chisciotte, ma nella grande alleanza tra Scienza e Fede.