Don Colmegna ammette: «Lì non potevano stare» La Moratti: «Sgomberi decisi in Prefettura»

Gli sgomberi, puntualizza il sindaco, «sono decisioni che vengono prese al tavolo sicurezza in prefettura, dove siamo tutti chiamati a dire cosa ne pensiamo». Decisioni «che non si prendono singolarmente, anche se ognuno si deve sentire responsabile». E dal punto di vista personale, Letizia Moratti non nasconde di sentire il peso delle scelte. Anche ieri, di fronte all’ennesima protesta per un sgombero. Racconta delle «notti insonni passare a pensare da un lato al rispetto della legalità, dall’altra all’accoglienza di chi è in difficoltà». Eppure, alla fine lo ammette pure don Virginio Colmegna: «Lì non potevano stare». La favelas di via Rubattino era in condizioni igienico-sanitarie da terzo mondo, montagne di rifiuti, topi. Sgomberare i rom che ieri hanno occupato per protesta la chiesa di Sant’Ignazio era inevitabile, lo conferma il presidente della Casa della carità. In via Brambilla ieri si festeggiavano i 5 anni di nascita del centro che offre accoglienza agli ultimi, in particolare ai nomadi sgomberati dai campi. In prima fila il sindaco Letizia Moratti e il governatore Roberto Formigoni.
L’errore, sostiene Colmegna, non è stato liberare l’area ma «non avere una prospettiva dopo», richiama le istituzioni sull’«urgenza di cercare insieme nuove luoghi di vita dignitosi. Sgomberare si può ma dobbiamo chiederci come e con quali percorsi di uscita». E insiste sul concetto di «accoglienza nella legalità». Raccolto dal sindaco: «Ha ragione», ammette la Moratti, «quando dice che non si può risolve tutto subito, altrimenti i problemi non si risolvono mai davvero, meglio una politica dei piccoli passi che tenga insieme accoglienza e legalità. Come il patto inaugurato nel caso di via Triboniano, che non deve restare un caso isolato». Sull’accoglienza dei rom di Rubattino, «stiamo seguendo la direttiva Ue, abbiamo offerto accoglienza a donne e bambini, se la rifiutano non possiamo che riproporla e sperare che cambino idea».
Va in scena pure la mini-contestazione di un giovane spettatore che sventola giornali che parlano dello sgombero e interrompe Formigoni, che precisa: «La Regione non è responsabile di questa azione, come è noto». Ma il governatore estende le critiche sugli sgomberi anche al problema casa: « Non è questione di destra o sinistra, si tratta di far rispettare le leggi nei confronti di chi non ha nulla. La pressione abitativa su Milano è molto forte, continuano ad arrivare clandestini. Se questi violano la legge noi preferiamo sgomberarli e assistere cittadini e immigrati regolari».