Don Colmegna porta a porta: "No alla Moratti"

Propaganda condominiale. I supporter di Pisapia appendono nelle bacheche la lettera inviata a
"Tempi" dal direttore della Casa della carità. Il sacerdote che ha
lavorato col ministro Maroni per la chiusura di Triboniano: "Sindaco
troppo legato alla Lega"

Piefrancesco Maran è sbalordito, lo scrive anche sul suo profilo di Facebook e viene rincuorato subito da decine di supporter che la pensano come lui. Il consigliere comunale del Pd, già rieletto comunque vada a finire il ballottaggio tra Letizia Moratti e Giuliano Pisapia, ha «sempre pensato che volantinare all’uscita delle chiese fosse sgradevole» ma vedere ieri mattina «decine di ciellini davanti a ogni chiesa sembra proprio un assedio disperato. Per fortuna Milano sa che non c’è nulla da temere, solo nuove opportunità con Giuliano Pisapia». É sgradevole e disperato quindi agganciare l’elettorato moderato e cattolico all’uscita dalla messa, mettendo a confronto i programmi dei candidati del centrodestra (il volantino cita ad esempio l’azzeramento delle liste ai nidi, i libri gratis agli studenti, i bonus bebè e i buoni cicogna a sostegno delle mamme) e del centrosinistra (cita dal programma di Pisapia progetti come il registro delle coppie di fatto o vecchie proposte in Parlamento come la stanza del buco nel 2001). Ma il Pd che ce la mette tutta per conquistare Palazzo Marino senza disturbare i fedeli, probabilmente non sa che c’è anche la propaganda condominiale pro-Pisapia. Manifesti appesi nelle bacheche di diversi palazzi della città (ne abbiamo trovati ad esempio in zona Sempione e dintorni) con l’invito «a non votare la Moratti, la ritengo una scelta non dogmatica e libera e indicatrice di una coerenza che invito a considerare e a proporre anche ai cattolici, a chi frequenta e pratica, ai preti e religiosi». Lettera-appello firmata da don Virginio Colmegna, il direttore della Casa della carità che più volte nel corso del mandato ha avuto occasione di opporsi al Carroccio e alla giunta Moratti, anche se con il sindaco e il ministro leghista dell’Interno Roberto Maroni siedeva a quel tavolo in prefettura che ha portato finalmente alla chiusura del campo rom di Triboniano dopo vent’anni di «resistenza» dei residenti costretti persino a difendersi con il filo spinato. Il sacerdote l’aveva inviata al settimanale «Tempi» prima del voto del 15 e 16 maggio, e già aveva fatto discutere. Ora i supporter di Pisapia in vista del ballottaggio l’hanno rispolverata e appesa nei condomini (con la firma in fondo di don Colmegna) per ribadire il concetto: «Non votare la Moratti». Soprattutto, avverte, «in questa scadenza elettorale dove il sindaco, che pure nella tornata precedente aveva promosso una lista civica autonoma dai partiti, ora invece si presenta con uno schieramento partitico, con un capolista che conosciamo (era Silvio Berlusconi, ndr.) e con un legame dichiarato con una impostazione della Lega che non posso condividere». Per questo ha deciso di schierarsi, di «indicare come fanno altri la mia scelta che ha tutta la parzialità e il valore di una responsabilità che in questa fase sento doveroso rendere pubblica». Critica «il degrado etico e barzellettiero», la «propaganda che fa gioire se perchè non si accolgono i profughi». Le parti clou (per il centrosinistra) sono scritte in stampatello o inquadrate perchè attirino meglio l’attenzione dei condomini, casomai passassero di fretta.