Donà e Orselli alla Cascina Monlué

Luca Testoni

Apertura tutta milanese (o quasi) per l'edizione numero 2 del Saphari Summer Fest, promosso dall'Arci e ospitato alla Cascina Monlué.
Questa sera (dalle 21.30, ingresso 5 euro) si alterneranno infatti sul palco l'emergente bluesman-metropolitano Folco Orselli, accompagnato per l'occasione dalla Treves Blues Band, e la ben più nota Cristina Donà, cantautrice rhodense di nascita, anche se bergamasca (vive in un paesino di 500 anime in Val Seriana) d'adozione.
Esponente di spicco del “progetto Caravanserraglio“, un ensemble auto-organizzato di cantautori, musicisti, poeti e artisti vari che da alcuni anni si propone regolarmente su diversi palchi della città, il cantastorie Orselli, classe 1971, è stato il primo artista messo sotto contratto dall'etichetta discografica del gruppo LifeGate. L'alleanza ha fruttato un album, La spina, che rimanda alla verve di Vinicio Capossela e ai toni torbidi e tenebrosi di Tom Waits.
Parte proprio da Cascina Monlué, invece, l'avventura live estiva di Cristina Donà, da sempre una delle artiste più stimate dalla stragrande maggior parte e non solo, visti i riconoscimenti dei premi Tenco e Ciampi alla bontà del suo lavoro.
«Questa serie di concerti, incluse due date di "Soupsongs" (il live-tributo all'ex Soft Machine Robert Wyatt, tra i suoi più accreditati fan, ndr), sarà una sorta di "saluto con ringraziamento" a tutti coloro che mi hanno sostenuta sino ad oggi, venendo ai miei spettacoli, comprando i miei dischi o parlando della mia musica. Si chiude un ciclo di due anni di lavoro intenso e meraviglioso», ha dichiarato di recente l'eclettica Donà, che lo scorso ha dato alle stampe alla versione in inglese del suoi terzo cd, Dove sei tu, prodotto dall'ex Cousteau Davey Ray Moor.
Forte di una quantomai prepotente sensibilità femminile e di una scrittura decisamente originale - doti che le hanno conseguito di diventare una delle voci più credibili del cantautorato italiano dell'ultima generazione -, la Donà è riuscita nella non facile impresa di accrescere il proprio seguito nonostante sia sta sistematicamente ignorata dalla tv. Ma non se ne rammarica: «Fa niente. Anzi, sono contenta di essere diventata popolare attraverso i dischi, i concerti e il tam tam di quanti mi hanno conosciuto solo grazie alla mia musica e non per un passaggio in televisione».

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