Don Gallo accusa: «Sui Pacs la Chiesa non sia intollerante»

«Ben strana alleanza quella che si è instaurata, a proposito di famiglia e Pacs, i patti civili di solidarietà, fra il neoministro della Famiglia Rosy Bindi, il presidente dell'Arcigay Grillini e l'onorevole Vladimir Luxuria. Lascia perplessi, in particolare, l'accanimento con cui viene contrastata la parola di Papa Benedetto XVI»: per Michele Scandroglio, esponente di Forza Italia e segretario generale dell’Aiccre, l’associazione italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa, è in corso una vera e propria strumentalizzazione delle parole del Pontefice.
Significa che c’è qualcuno che vuol far tacere anche Benedetto XVI?
«Diciamo che il Santo Padre sottolinea con fermezza il diritto alla vita dal concepimento alla fine naturale e il diritto a vivere in una famiglia naturale».
Diritti sacrosanti.
«Infatti. Non vedo cosa abbiano a stupirsi e soprattutto a sollevare polemiche coloro che non condividono. Cosa vorrebbero mai che dicesse il capo della Chiesa Cattolica? O addirittura vorrebbero che non dicesse? Salvo poi ricordarsi delle sue parole quando il tema è la pace o la fame nel mondo dove, allora, avere come testimonial Sua Santità è conveniente e utile».
Lei, Scandroglio, non ci sta.
«Per niente. Con alcuni degli amici con cui avevo dato vita al comitato “Io non voto“ che ha difeso vittoriosamente il diritto di non votare al referendum sulla fecondazione assistita, tra cui Gabriella Mondello, Luigi Morgillo, Ferruccio Barnaba, Pierluigi Vinai, Gianluca Buccilli e altri, abbiamo pensato di reagire».
In che modo?
«Abbiamo riproposto una iniziativa in grado di attuare, sul piano del dialogo, un'azione a sostegno della battaglia di chi pensa alla famiglia naturale come luogo di crescita dei figli e del suo imprescindibile valore sociale».
Avete già scelto nome e strategia.
«Certamente. Il nuovo comitato si chiamerà “Famiglia si Pacs no“ e si costituirà formalmente nei prossimi giorni. Prenderemo contatto con quanti avevano già aderito alla precedente iniziativa e apriremo alla partecipazione di coloro che non si rifiutano di ascoltare, senza esclusione, le parole e le opinioni di tutti. A cominciare dalla Chiesa».
Primo principio: libertà di opinione.
«Partiamo proprio da qua. Non si può negare a nessuno, crediamo, di esprimere la propria opinione. E non solo dobbiamo auspicare che ognuno dica la sua, ma riteniamo che si debbano sollecitare le altrui opinioni per conoscerne il portato e in qualche circostanza correggere la propria. Guai a mettere il bavaglio, ma questo deve valere per tutti».
La sinistra deve capirlo.
«In particolare sui temi della famiglia. Dove si sostengono principi e valori che appartengono, da sempre, al nostro sentire, pensare che possa esistere un surrogato di famiglia è singolare».
Cosa intendete fare fin da subito?
«Per parte nostra ci mobiliteremo affinché si torni a sottolineare che la serena tolleranza delle opinioni è la base per ogni consesso civile. Se si devono ascoltare le loro parole crediamo che perlomeno con altrettanta ragione si debba accogliere il pensiero di Santa Madre Chiesa. “Famiglia si Pacs no“ testimonierà il proprio pensiero con la convinzione di chi crede in ciò che fa. Nella certezza che tutti abbiano diritto di tribuna».