Don Gallo diventa attore e recita all’Archivolto con Ovadia e Riondino

Il prete genovese sarà in scena con un testo sulla sacralità della vita Il teatro dà l’allarme: «Il ministero ci ha tagliato il 10% di fondi»

Fabrizio Graffione

Dal palcoscenico della strada a quello del teatro. Don Andrea Gallo non smette di stupire diventa sempre più personaggio. Abito talare, cappellaccio nero in testa, occhiali inforcati sul nasone, il prete rosso sarà una delle star del cartellone che l'Archivolto ha presentato ieri al teatro Modena di Sampierdarena. «Esistenza soffio che ha fame» è il titolo della piece che insieme a Carla Peirolero, Roberta Alloisio, Edmondo Romano, don Andrea porterà in scena un paio di giorni prima del Santo Natale. Fuori dagli abituali confini della tradizione religiosa, si tratta di una cerimonia fra teatro e spiritualità per discutere insieme al pubblico sulla dimensione sacra dell'esistenza. Come altre volte, quando aveva già calcato le scene, don Andrea sarà ribelle anche al canovaccio e promette anche un'interpretazione a braccio del copione teatrale. Riflessioni sulle religioni e al termine un'offerta di cibo e bevande per il pubblico con l'incasso della serata devoluto alla sua comunità di strada.
Un cartellone intenso, quello dell'Archivolto, impegnato, che lascia spazio anche al leggero e alla comicità per ospitare quel simpaticone spezzino di Dario Vergassola che, con David Riondino, venerdì 9 febbraio si calerà nei panni di don Chisciotte.
I prezzi del biglietto al Modena vanno dai 13 ai 18 euro, ma si può acquistare un carnet da 110 euro che dà diritto a 10 ingressi.
«Per la decima stagione del teatro dell'Archivolto, traguardo che si accompagna ai venti anni della compagnia - spiegano Pina Rando e Giorgio Gallione - abbiamo allestito un cartellone che si muove, come d'abitudine, su direttrici e linguaggi differenziati. Dal rapporto fra teatro e letteratura, con il progetto sull'opera di Alessandro Baricco con tre spettacoli ad aprile e maggio, Seta, Barnum e Oceano Mare, al teatro civile, con la produzione legata a Cipputi di Altan che apre a ottobre e la ripresa dello spettacolo Il razzismo spiegato a Lucia di fine novembre. Il tutto in un continuo gioco di diversificazione degli stili e delle forme spettacolari, che usano potentemente musica e danza, fumetto e narrazione, satira e racconto fantastico».
Quello del Modena è un teatro totalmente contemporaneo sia per gli autori, sia per i temi, che per i linguaggi utilizzati, sempre contaminati, intrecciati in continuo dialogo e scontro tra loro. Scelte che si riflettono anche nel cartellone delle ospitalità con artisti e autori che seguono impegno e rigore stilistico come Moni Ovadia, Emma Dante, Licia Maglietta, Davide Enia.
La danza è presente con uno sguardo sulla scena contemporanea del Giappone con tre serate a febbraio, la danzatrice belga Dominique Duszynski e il bizzarro War Ma Peace ideato da Davide Ferrari insieme al danzatore butoh Tadashi Endo. Per la musica atteso il ritorno del Genova jazz e la filarmonica di Sampierdarena.
«Siamo riusciti - continuano i responsabili dell'Archivolto - a mantenere contenuti i prezzi dei biglietti nonostante i tagli del ministero. Al Modena da 420mila euro dell'anno scorso, quest'anno riceveremo, ma non li abbiamo ancora visti, circa 375mila uero. Un taglio netto del dieci per cento. Siamo stati penalizzati rispetto agli altri teatri nazionali. Abbiamo quindi chiesto aiuto agli enti locali soprattutto per la prossima stagione teatrale».