Ma don Gallo non lo può paragonare a Camara

Leggo sul Giornale le affermazioni di Don Gallo sul fatto che, l’arcivescovo brasiliano Hélder Càmara, sarebbe stato ordinario militare in Brasile. Dalle biografie sul «vescovo rosso», da me consultate, questo non risulta: cito solo quella di Josè Recife: Pernambucanos illustres edita nel 1999 a Brasilia, documentata e dettagliata. Monsignor Hèlder Càmara Pessoa, non fu mai ordinario militare; lo era l’arcivescovo di Rio de Janeiro, Cardinale Dom Jame de Barros Càmara, che cumulava i due titoli. Tra i vescovi ausiliari, per la diocesi di São Sebastião de Rio de Janeiro, vi era mons. Hélder Càmara. Nel 1963, al Cardinale De Barros Càmara, subentrò, come ordinario militare, Josè Newton de Almeida Baptista, che mantenne questo ufficio sino al 1990. Attendo lumi e precisazioni, se sono incorso in errori.
Mons. Hélder Càmara, fu arcivescovo di Olinda-Recife-Pernambuco, dal ‘63, all’85, propugnatore della «Teologia della Liberazione» (leggi catto-comunismo), rigettata dalla Chiesa. Era un insegnante di religione dal passato un po’ discusso; ordinato prete nel 1931, fu segretario dell’Aib (Açao integralista brasileira), ovvero, il partito filo-nazista del Brasile, fondato del giornalista-deputato, Plinio Salgado, nel 1930. L’emblema dell’Aib la «sigma», richiamava la simbologia naziona-socialista. Approdato ai lidi del «socialismo cristiano», in altre parole una rifrittura di marxismo in salsa sudamericana, Hèlder Camara dopo il Concilio divenne una specie di «santone vivente» del progressismo paciofondaio, filo-sovietico, ed anti-americano. A Parigi, in una conferenza del 25 aprile 1968, il Càmara fece sue le opinioni di Carlo Marx circa la religione; era un ripudio esplicito della dottrina della Chiesa, che, con l’enciclica Divinis Redemptoris di Pio XI, aveva definito il comunismo «intrinsecamente perverso». Fu grande amico di don Lorenzo Milani, il quale aveva attaccato pubblicamente la figura del «cappellano militare». In base a questi elementi, mi sembra che il ritratto di Hélder Càmara, sia alquanto diverso da quello di monsignor Bagnasco.