Don Gelmini, indagato per abusi, si difende: "È una gogna mediatica"

Ad accusare il fondatore della Comunità Incontro due ex ospiti allontanati. L'indagine, condotta dalla procura di Terni, va avanti da oltre sei mesi. Il sacerdote è già stato interrogato. Il suo portavoce, Meluzzi: "Siamo angosciati, ma lieti di portare la croce"

Terni - Don Gelmini, il fondatore della Comunità Incontro, è indagato dalla procura di Terni con l’accusa di abusi sessuali. Ad accusarlo - secondo quanto riporta "La Stampa" - alcuni ex ospiti delle strutture della comunità ad Amelia. L’indagine, sottolinea il quotidiano, è in corso da oltre sei mesi e i magistrati hanno ascoltato diversi testimoni con l’obiettivo di ricostruire la vicenda. Le dichiarazioni di accusa sarebbero molte e abbastanza concordanti; pagine e pagine di verbali in cui gli ex ospiti - giovani che hanno avuto o hanno tuttora a che fare con la droga, qualcuno anche scivolato nella delinquenza - ripeterebbero sempre gli stessi racconti. I pm hanno anche già sentito il diretto interessato in un «lungo e drammatico interrogatorio».

Il sacerdote: "Gogna mediatica" "Soffro, ma interiormente sono molto sereno perché 44 anni di lavoro non si possono cancellare con delle insinuazioni. C’è in corso un’indagine per accertare la verità e non capisco perché siano state diffuse queste notizie per realizzare una gogna mediatica". Lo dice al Tg5 don Pierino: "Guardo a coloro che sono stati punti di riferimento della mia vita - prosegue don Gelmini - come don Zeno, don Orione e Padre Pio, che sono passati attraverso vie crucis molto dolorose prima di me. Io ho avuto una vita abbastanza serena e tranquilla, e questa prova deve dimostrare l’amore che io ho per questo impegno, che mi lega prima di tutto a Dio con la fede, e poi a queste persone che mi circondano, e che mi hanno mandato attestati di solidarietà e amore".

Il portavoce, Alessandro Meluzzi: "Lieti di portare la croce" "È una notizia che ci lascia angosciati per la ferita che provoca in un sant’uomo come don Pierino e costernati per un certo uso mediatico e per il modo con cui tutto questo è avvenuto ed uscito, devo dire con una singolare scelta di tempi". È quanto dice il professor Alessandro Meluzzi, lo psichiatra e portavoce di don Pierino Gelmini. "Questa è una inchiesta aperta da molto tempo - sottolinea Meluzzi, che da anni collabora con la Comunità insieme alla moglie - né mi risulta che ci siano notizie di ieri, di oggi, di domani, così immediate che giustifichino un titolone sulla prima pagina di un grande quotidiano in una vicenda che ha in sé, come dalle stesse ammissioni dei magistrati, tutti gli elementi per essere oggetto di una attenzione delicatissima, delicatezza che è legata non solo e non tanto alla persona di don Gelmini che come tutti i cristiani e come tutti i pastori è pronto a portare la croce del Golgota insieme a coloro che vogliono aiutarlo a portarla, ma anche per il pericolo che induce in migliaia di giovani che sono ospiti in questo momento nelle comunità Incontro di tutto il mondo".

Il portavoce del fondatore delle Comunità Incontro, 287 nel mondo, dal Brasile alla Bolivia fino a Gerusalemme, specifica che don Pierino è stato sentito diverse settimane fa in procura a Terni, dove si è presentato con il proprio legale (ad assisterlo gli avvocati Franco Coppi e Frezza di Terni). "Le vittime principali di questa vicenda sono proprio i tanti giovani - aggiunge il professore - che stanno faticosamente compiendo un cammino di resurrezione e di riscatto e che rischiano di essere colpiti in un momento di estrema delicatezza".

In questo senso, dice Meluzzi, "la nostra preoccupazione è rivolta non solo e non tanto al martirio di un uomo di 82 anni che ha dedicato la sua intera vita al servizio di Dio e dell’uomo, ma alle migliaia di giovani che in questo momento vedono messo a rischio il loro cammino, il loro riscatto, la loro salvezza". Specificando "se necessario io sarò consulente della difesa", lo psichiatra ha concluso: "credo che la Comunità Incontro di don Pierino non abbia nulla da temere".