Don Gnocchi, ecco la storia di un miracolo

Daniele Carozzi

Saranno numerose le manifestazioni, le iniziative editoriali e gli incontri che nei prossimi giorni vedranno protagonista la memoria di don Carlo Gnocchi, in occasione del 50º anniversario della sua morte. Il calendario di appuntamenti è stato presentato ieri, nella sede dell'Istituto di via Capecelatro, dove per l'occasione hanno preso la parola Silvio Colagrande, il cieco riabilitato grazie ad una cornea di don Carlo, e il presidente della Fondazione, monsignor Angelo Bazzari. Bazzari ha riferito sul processo di santificazione in corso per il leggendario cappellano degli alpini e papà dei disabili e sullo sviluppo della Fondazione, che oggi conta 28 centri, 3.600 posti letto e 5.000 collaboratori.
«‹Il progetto di don Carlo Gnocchi - è stato detto - maturato durante l'Università del dolore in terra di Russia, ha vestito la mera assistenza di un importante valore: la riabilitazione». Per la santificazione la Chiesa è molto rigorosa, ma uno dei miracoli che avranno peso in tal senso sarà quello di un uomo (guarda caso un alpino) che, investito da una scarica di 15.000 volt, si è salvato invocando don Carlo.
Fra le pubblicazioni, merita particolare rilievo il libro del nostro giornalista Stefano Zurlo, capo servizio della cronaca giudiziaria de il Giornale: «L'Ardimento - racconto della vita di don Carlo Gnocchi» (edizioni Bur). «Pur di attuare i suoi progetti di assistenza - ha sottolineato Zurlo - don Gnocchi non si è risparmiato in battaglie e polemiche nei confronti di poteri politici e istituzioni».
Il «padre dei mutilatini» sarà ricordato oggi, dalle 18 alle 19,30, all'Istituto Suore di Carità di Maria Bambina in via Santa Sofia 17. Moderatore monsignor Angelo Bazzari, relatori Giorgio Rumi e Edoardo Bressan. Sabato, alle 11, celebrazione solenne in Duomo, mentre alle 21, al Cineteatro Edelweiss di Besana Brianza, il coro Alpini della Tridentina si esibirà in un concerto. Martedì, a Montesiro sarà officiata una messa commemorativa.