Don Matteo batte Don Michele, il meno amato tra i faziosi Rai

Panettone con sorpresa in quel di viale Mazzini. D’accordo, la sorpresa dovrebbe stare nell’uovo di Pasqua. Ma se dall’ultimo sondaggio sulla qualità della tv di Stato salta fuori che le «affezioni» e i «presidi medico-sanitari» decantati da Luciano Onder a Medicina 33 battono la Bignardi, Floris e Vespa, allora il Natale 2009 è all’insegna del surrealismo catodico e quindi ben venga il panettone con sorpresa.
Già, perché i dati diramati ieri dalla Rai sul gradimento degli italiani per i programmi delle tre reti pubbliche sono quantomeno curiosi. In sostanza, le trasmissioni considerate migliori dagli italiani intervistati sono Che tempo che fa di Fazio per la sezione attualità, Report della Gabanelli per l’approfondimento giornalistico e il Tg regionale di Raitre per i telegiornali. Praticamente un plebiscito per la tv di sinistra.
Non a caso Repubblica di ieri lasciava intendere con aria di trionfo che le trasmissioni più criticate dal centrodestra come «faziose» avevano invece raccolto la stima del pubblico. Fabio Fazio, per esempio, uno che ha invitato in trasmissione tutti i leader del Pd possibili e immaginabili (perfino Fini...), totalizza 71 punti su 100; la Gabanelli, con le sue inchieste contro il potere, spicca con 78 e tanti saluti al ministro Tremonti che contro la trasmissione aveva firmato un esposto; L’era glaciale radical chic della Bignardi porta a casa un bel 67 nonostante la lite con Brunetta. Insomma, dovrebbe essere la definitiva dimostrazione che quei programmi di simpatie sinistre sono invece i prodotti migliori di Santa Romana Rai.
Definitiva un paio di parabole, in realtà. L’indagine, che oggi si chiama Qualitel e che è stata varata da Viale Mazzini in adempimento al contratto di servizio 2007-2009 (guarda caso a un mese dalla scadenza, giusto per evitare multe e penali), è stata condotta da Pragma Dinamiche e ha previsto interviste a 7.530 spettatori nel mese di novembre. Non è ben chiaro che tipo di domande, però. Così come è difficile capire come si possa evincere che Report secondo gli italiani è «una trasmissione accurata, chiara, che rispetta le varie tipologie di spettatori e divulga pluralità di informazione». Tutti i settemila italiani hanno inviato un post-it con due righe di commentino? Oppure c’era un bel modulo prestampato con le caselle da barrare: «imparziale», «parziale», «più fazioso di Di Pietro», «non sa, non risponde»?
Insomma, sulla scientificità dei risultati (non dell’indagine, per carità) ci sarebbe da discutere. Ma se li prendiamo come oro zecchino, allora guardiamoli tutti. Così da scoprire che Don Matteo batte Don Michele. Il serial tv con Terence Hill nei panni di un sacerdote, infatti, registra 62 punti, mentre i predicozzi millenaristi di SanToro ad Annozero si fermano a quota 59. Un punto in meno di Porta a porta, giusto per dirla tutta. Alla faccia di chi snobba il talk show di Raiuno come propaganda berlusconiana e santifica quello di Raidue come unica voce libera. Morale? Il maresciallo interpretato da Frassica è meglio di Travaglio; la «sindachessa» con il volto di Milena Miconi è meglio di Vauro.
La realtà è che questo Qualitel somiglia un po’ ai giudici della ginnastica. Che possono essere obiettivi ma ci mettono un attimo a far vincere chi vogliono, come nelle Olimpiadi di Atene dove casualissimamente vinse il greco. Capita così che In mezz’ora di Lucia Annunziata, un’intervista monografica condotta da un’ex presidente Rai, racimoli solo 51 punti, non sfiorando neppure la sufficienza. Così come capita che vengano bocciati Domenica In e X-Factor, mentre vengono promossi La prova del cuoco e L’eredità. Sono strani, questi telespettatori. Stando ai dati sembra che soffrano delle «affezioni» tipiche della schizofrenia. Sarà mica perché guardano troppo Medicina 33?