Don Oreste Benzi: «Proposta indegna che offende le donne»

Permesso di soggiorno alle straniere che scelgono di fare le prostitute. Pagamento delle tasse e regolarizzazione a tutti gli effetti. Il sesso, secondo alcune proposte dell’estrema sinistra, diventa un lavoro come un altro e la strada l’ufficio. «Proposte indegne» sbotta dal suo ritiro spirituale don Oreste Benzi, una vita spesa nella lotta per la liberazione delle schiave del sesso. «Quei partiti vogliono snaturare la donna facendole perdere ogni dignità e trasformandola in un pezzo di carne da vendere. Vedo in queste iniziative un ritorno a vecchie ideologie che indica un decadimento della nostra società». Ma l’Italia, per Benzi, va controcorrente. «In Olanda, la gente comune non è più d’accordo con le donne messe in vetrina, c’è una protesta diffusa per questa scelta. Ma la risposta più civile parte dalla Svezia dove girano spot molto intensi sul fenomeno», spiega il sacerdote. «Noi non compriamo il corpo delle donne ma se vuoi una donna conquistala», si legge nel messaggio messo a punto dalle autorità svedesi. Don Benzi invita dunque a imboccare la strada svedese e si scaglia contro la nuova tendenza di sinistra. Avverte: «Questa gente è ammalata ideologicamente. La loro proposta è un’istigazione a fare una legge contro le leggi, perché la convenzione dell’Onu del 1950 a cui l’Italia ha aderito dice che la prostituzione è incompatibile con la dignità umana e prevede anche una punizione per chi induce alla prostituzione anche se la persona è consenziente».
Don Benzi non si limita alle critiche, propone soluzioni dure. «Innanzitutto bisogna liberare subito le schiave del sesso, 100mila in tutta Italia perché sono delle povere vittime. Poi bisogna sanzionare con multe e anche con la prigione fino a sei mesi i loro clienti».