Don Rigoldi non ci sta: «E i poveri come fanno?»

Il bastone e la carota. «Milano è la prima città in Italia ad abbinare a queste ordinanze sulla sicurezza e il decoro un piano di sostegno e prevenzione per chi commette atti pericolosi per i cittadini». Letizia Moratti vuol sgombrare il campo dall’immagine del sindaco-sceriffo. Multe pesanti contro chi sgarra, ma anche mano tesa a chi vuole rimettersi in carreggiata. La parola d’ordine è «recupero integrale della persona». Le misure repressive, insiste, «sono una risposta se accompagnate da adeguate politiche sociali di recupero», come quelle che verranno finanziate coi 3 milioni di euro disposti dalla giunta. Ma la linea dura ci sarà: le nuove ordinanze «servono a tutelare i milanesi rispetto a una serie di comportamenti pericolosi per la collettività e che limitano la libertà delle persone». Punta l’attenzione sull’aspetto del recupero della persona anche l’assessore ai Servizi sociale Mariolina Moioli, «in particolare l’aiuto ai bimbi troppo spesso sfruttati per l’accattonaggio. La nostra azione decisa in questo senso negli ultimi mesi ha allontanato i piccoli rom dalle strade, il 75% va a scuola». Anche con la lotta alla prostituzione, fa notare il vicesindaco Riccardo De Corato, «abbiamo liberato dalla schiavitù più di 500 ragazze». Bene, sottolinea, le sanzioni contro l’accattonaggio molesto che «ha poco a che vedere con la normale elemosina ed è spesso legato a bande criminali, che impiegano anziani, bambini e disabili». La Moratti fa notare invece che Milano «secondo i dati Onu ospita il 50% dei rifugiati politici in Italia». Ma insorge il cappellano del carcere Beccaria, don Gino Rigoldi: «La tolleranza zero durerà 5 giorni, creerà disagi a chi è già in difficoltà e poi? Chiedo al sindaco di governare, e non solo di punire, bloccare». Il sacerdote critica soprattutto le misure contro accattonaggio e spinelli all’aperto: «Avremmo bisogno di costruire rapporti di solidarietà e dialogare coi giovani, spazi per loro, non di multarli per una canna all’aperto». Idem, fare la guerra ai senegalesi che fermano la gente per strada per vendere libri: «Saranno anche fastidiosi - afferma - don Rigoldi - ma come faranno a vivere se gli si toglie anche questa forma di reddito e devono pagare multe da 500 euro? Non basta castigare, serve una politica seria di intercettazione del bisogno».
Soddisfatto per le ordinanze invece il capogruppo comunale di Fi Giulio Gallera: «È venuto il momento - sostiene - di dare regole più precise per la convivenza civile e di farle rispettare. Ora però ci vuole anche un maggior presidio sul territorio per farle rispettare». Concorda quello di An, Carlo Fidanza: «Quelle sulla droga assumono un forte significato politico e culturale, affermano senza se e senza ma che il consumo di tutte le droghe, anche quelle leggere, è negativo e lede la dignità e la salute della persona». Applaude il capogruppo della Lega Matteo Salvini, che sarebbe stato «ancora più rigido contro l’alcol, andava vietato in ogni spazio aperto al pubblico». Critico il consigliere del Pd, Andrea Fanzago: «Le multe contro gli accattoni non affrontano il problema urgente della povertà, non si combatte così ma trovando soluzioni concrete».