Don Seppia, il prete dai conti correnti d’oro

Caro Massimiliano, tu ieri scrivevi: «Non mi stancherò mai di ripeterlo: non mi interessa se uno è di destra, di centro o di sinistra. Mi interessa se uno è una persona perbene, se ha qualcosa da dire, se ha qualcosa da dare. E non solo prendere». Parole e frasi forse scontate che chissà quante volte ho rimuginato in testa nella speranza, ahimè utopica, che molti altri la pensassero nell’identica maniera.
Eh si, perché consideravo d’essere rimasto il solo a ragionarla così, e se non proprio alla moda di un vecchio eremita, di certo non credevo d’essere in una grande compagnia, mentre adesso, anche s’era facile immaginarlo di te, la «comitiva» aumenta; bene. Se poi non ne sei convinto e vuoi vedere se ce ne sono altri che già l’hanno scritto nel tempo passato o in quello recente, ti basta inserire la frase sopraddetta su qualsiasi motore di ricerca del web, e il risultato sarà uguale a zero. Sembra strano ma è proprio così.
E nel tuo fondo c’aggiungi che «non si vince con la politica, si vince col cuore» riportando l’esempio di Giacomo Chiappori, deputato della Lega Nord, che da lunedì è il nuovo sindaco di Diano Marina. Chiappori che ha ottenuto un plebiscito e quasi il doppio dei voti del candidato di centrosinistra e dello stesso candidato di fede scajoliana, era il Sindaco di Villa Faraldi e dove molto bene ha fatto, anzi strabene; dove il vice è un «ragazzo» di 83 anni; tal Giacomo Ardoino che poi è mio padre. Chiappori poi se ne capisce (e anche bene) di turismo, che per una località come Diano Marina è la manna dal cielo; infatti quanti altri centri abitati della nostra meravigliosa Liguria, grandi o piccoli che siano e che di turismo per lo più ci vivono, hanno il primo cittadino che s’intende di questo comparto?
Chiappori, che tra quelli (liguri) che siedono negli scranni di Roma, è stato l’unico (se degli altri non m’è sfuggito) a presentare un qualcosa che riguarda questo settore così tanto menzionato e ricercato durante le campagne elettorali che poi... Puntini puntini. Infatti a lui si deve la proposta di legge (A.C. 3626) che ne riprendeva una del 1982 (ventotto anni fa), quando in Parlamento viene presentata una norma sull’affondamento volontario delle navi da pesca a fini del ripopolamento ittico (art. 21 della legge n. 41/1982), che naturalmente, visto che era una buona proposta, viene abrogata dal D.Lgs. n. 154/2004. In poche parole è finalizzata alla predisposizione di un piano di affondamento delle navi militari radiate dai ruoli del naviglio militare. Navi di cui la demolizione verrebbe a costarci svariati quattrini e dove addirittura il 29 settembre 2010, la Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento COM(2010)494, relativa a un finanziamento di 50 milioni di euro inteso ad estendere, anche al triennio 2011-2013, il sostegno finanziario alla politica marittima integrata dell’Ue, istituita nel 2007 sui limiti di sostenibilità delle attività umane che hanno un impatto sull’ambiente marino. Soldi che sicuramente si prenderanno delle altre Nazioni perché noi. Puntini puntini.
In diversi Paesi, avviene da tempo la pratica dello scuttling, l’affondamento intenzionale di relitti, opportunamente preparati e bonificati, perché è chiaro che la proposta contempli (comma 2 e 3) anche l’asportazione di tutti gli elementi potenzialmente inquinanti (...)