Donadoni assolto dall'accusa di usura

Sulla vicenda di una presunta usura con al centro
un immobile nei pressi di piazza Affari a Milano il commissario tecnico della nazionale di calcio è stato prosciolto perché il fatto non sussiste

Milano - Il commissario tecnico della nazionale di calcio, Roberto Donadoni, è stato assolto, perchè il fatto non sussiste, nella vicenda di una presunta usura con al centro un immobile in via Santa Maria alla Porta, nei pressi di piazza Affari a Milano. È quanto si è appreso al termine dell’udienza preliminare presieduta dal Gup, Vincenzo Tutinelli. Lo stesso pubblico ministero aveva chiesto l’assoluzione del ct.

L’inchiesta era partita in seguito a una denuncia della famiglia Caprotti, proprietaria del palazzo, che aveva messo in vendita: secondo i denuncianti, Donadoni avrebbe preteso interessi del 54% su una somma che l’ex calciatore aveva dato loro, avendo uno degli appartamenti come garanzia. Per il ct azzurro, invece, quei soldi erano stati dati come anticipo per acquistare l’appartamento ma, a un certo punto, i proprietari - di fronte alla possibilità di vendere in blocco l’immobile - gli avevano chiesto di non procedere al rogito.

Donadoni aveva acconsentito chiedendo che gli fossero corrisposti la differenza di valore e gli interessi pagati alla banca per l’accensione del mutuo. Per il procedimento il pubblico ministero aveva chiesto per due volte l’archiviazione: richiesta a cui i Caprotti, attraverso il loro legale, si erano opposti.