Donadoni: "Del Piero? Mi dispiace"

Il ct parla di chi non c'è: "Del Piero e Inzaghi? Non è mai facile lasciare a casa qualcuno. Finché potranno dare qualcosa saranno con noi". Non chiude a Gilardino: "E' un bomber vero, sono felice per domenica". E a Cassano: "Finora ha giocato solo spezzoni"

Firenze - Il ct dell’Italia Roberto Donadoni affronta l’argomento del giorno: l’esclusione di Del Piero e Inzaghi dalla lista degli azzurri per la gara di qualificazione ad Euro 2008 contro la Georgia. "È difficile lasciare a casa tutti, non solo Del Piero: nel mio lavoro di commissario tecnico dover lasciare a casa un giocatore, mandarlo in panchina o in tribuna è il compito più duro", spiega il ct dal ritiro di Coverciano. "Finchè Del Piero è all’altezza della situazione - ha aggiunto il ct azzurro, rispondendo ad una domanda sull’età dell’attaccante juventino - certo, deve dimostrare come tutti gli altri che è in condizione. A 33 anni si fa più fatica che a 27 a realizzare certe cose, ma le mie scelte non sono mai personali: tengono conto dell’equilibrio di un gruppo di 20 giocatori. Del Piero ha fatto il suo fino a oggi, il fatto che non ci sia non cambia niente. Abbiamo parlato e ci siamo detti le nostre cose prima che uscissero sui giornali. È una scelta tecnica, non c’è nulla di personale".

Cassano e Gilardino Da Del Piero a Cassano e Gilardino, altri due illustri esclusi: "Le mie scelte le faccio sempre sulla base della partita e delle condizioni del momento. Cassano - continua Donadoni - per adesso ha fatto solo qualche spezzone di partita, ma, quando avrà ritrovato continuità, il suo rendimento non potrà che migliorare. Gilardino? So che cosa ha fatto e non si può dimenticare all’improvviso che è un bomber, uno che la butta dentro. Vederlo così domenica mi ha fatto solo piacere".

Attenti alla Georgia Parlando invece dell’avversario di sabato il ct invita tutti a non sottovalutare la Georgia: "È una partita delicata e difficile contro una squadra che non ha niente da perdere e per questo motivo mi preoccupa ancora di più. L’arma letale non sarà solo Toni ma tutta la squadra, panchina compresa". Donadoni si è dichiarato favorevole alla proposta del presidente della Fifa Sepp Blatter per cui ogni squadra dovrebbe avere sei giocatori del proprio paese, a tutela delle nazionali. "Quando giocavo io c’erano tre stranieri, forse era poco; quando si fanno certe valutazioni, si corre il rischio di passare per chi non vuole gli stranieri, ma avere 5-6 italiani per squadra sarebbe una buona cosa".