Donadoni resta senza difesa «E Nesta non torna indietro»

Il ct chiama Matrix: «C’è bisogno di te». Riva: «Fiducia a chi è rimasto». Barzagli non convince

da Milano

«Con le sconfitte subite in agosto dalla nazionale potremmo scriverci un libro»: dalla sua Sardegna Gigi Riva prova a sdrammatizzare la brutta notte di Budapest. Finita male (ma con un’audience tv di quasi sei milioni) e continuata ancora peggio con l’infortunio a Materazzi: la botta l’ha presa anche per Donadoni, che dovrà rinunciare a Matrix per un lungo periodo. Quanto non si può ancora sapere (nella peggiore delle ipotesi, il semestre azzurro è finito), ma Francia e Ucraina sono le uniche due partite che contano, così per l’8 settembre il ct dovrà inventarsi il sostituto del nerazzurro. Brutto affare di questi tempi: il listino dei difensori italiani è al ribasso, per sostituire Materazzi in cima alla lista c’è Barzagli, ereditato da Lippi e confermato da Donadoni, ma a Budapest disastroso.
Logico allora pensare a quella che potrebbe essere una delle soluzioni possibili: bussare alla porta di Alessandro Nesta, il cui ritiro dall’azzurro è ancora tiepido. «Ipotesi che non è stata presa in considerazione. E poi non credo in una eventuale retromarcia dei giocatori. Noi li abbiamo aspettati, ora contiamo su chi fa parte di questo gruppo» è il messaggio molto poco cifrato di Gigi Riva. Insomma: dopo essere stata «ostaggio» di Totti e Nesta, ora la nazionale non può fare la prima mossa. E forse nemmeno la seconda o la terza. L’opzione poi che Nesta si presti a salvatore della patria viene ritenuta molto improbabile: un vicolo chiuso.
Donadoni ha due settimane per pensarci. Ieri ha fatto gli auguri a Materazzi: «Spero che Marco torni in fretta, c’è bisogno di lui, all’Inter e alla nazionale. Gli ungheresi hanno picchiato duro. Sul campo sembrava uno scontro come tanti, ma se dovrà star fermo quattro settimane, allora come minimo rientrerà tra due mesi». Già sommerso di problemi, di questo il ct ne avrebbe fatto a meno. Da qui all’8 settembre riguadagnerà chili, potenza, aggressività per i rientri di Gattuso, De Rossi e Perrotta. Fin qui applicatosi su un modulo impegnativo se non sorretto da un quotidiano lavoro e dalla forma, il ct starebbe pensando a rinforzare la diga per non farsi travolgere dall’onda bleus. Nel frattempo, crescerà condizione e saldo dei giocatori. Tra questi Quagliarella, uno che va di istinto ma che con il motore a mezzo regime da principe torna brutto anatroccolo. Ma salirà anche la pressione su Donadoni: decisive due partite per il suo futuro. Da ieri Marcello Lippi è uomo Sky: nel contratto ci sarebbe una clausola per liberarsi nel caso il ct campione del mondo volesse tornare in panchina. Ed è molto ben visibile.