Donadoni scaccia Lippi: "Questa Italia lotta fino in fondo"

Il ct azzurro: "Tutti meritano 10. Ho ricordato ai miei un ragazzino che vive di trasfusioni e gioisce per le nostre vittorie: abbiamo fatto una cosa importante". Domenech, a sorpresa, annuncia le nozze in conferenza stampa

Zurigo - La piccola vendetta di Donadoni si consuma in un sorriso. Rivolto ai giornalisti, soprattutto agli sponsor di Lippi: «Così non andate in vacanza a giugno». Faccia finalmente distesa, il ct più criticato dell’ultimo decennio si è tolto un peso dallo stomaco. Si vede e si sente nelle parole. Dice che questa squadra merita un dieci. «Dieci a tutti in una scala che arriva fino a 15». Sono battute e sono rivoli di verità. «Questa Italia è viva, c’è, lotta fino in fondo». È gioia. Non unica, non sconosciuta. «No, non mi sento di dire che è la gioia più bella della mia vita. È una gioia, un premio ai ragazzi, in questi due anni ci siamo tolti qualche soddisfazione. Siamo sempre riusciti a riemergere in mezzo a tante difficoltà. Dico un grazie a tutti, anche al presidente che ci ha sostenuto e, prima della partita, ci ha detto parole vere, non di circostanza». Certo, proprio lui, il presidente che oggi l’avrebbe esonerato, se avesse perso. E magari baciato!

Notte per due mondi, differenti e lontani. Donadoni che ringrazia una squadra, Raymond Domenech, mai così perdente, che chiede alla fidanzata di sposarlo. Ct sorprendente e fuori dalle righe, personaggio che non sa stare lontano dagli eccessi. Ieri sera, appena uscito sconfitto e pesto, il selezionatore francese, che non pensa proprio a dimettersi, ha visto in Tv gli occhi chiari di Estelle, ha sentito le sue parole dal solito microfono televisivo. Estelle Denis ha 31 anni, è una giornalista televisiva, superappassionata di football, lavora per l’emittente M6 e ogni sera tiene una trasmissione sugli europei. «Estelle mi sposi?», ha sussurrato Raymond, prima di ogni altra domanda. E lei, fresca, brillante, charmante e charmeuse, brunetta tutto pepe, che ha sempre distinto i due personaggi, il ct e il compagno di vita, non ha neppur reagito con la schizofrenia che l’accompagna quando intervista lui. Raymond ha poi spiegato: «Mi è venuto in mente all’istante. È stata una serata in cui tutto è andato così male, che ho pensato fosse il momento migliore. Un buon momento per sentirsi uniti con le persone che ami».

Dal Raymond di Francia al Roberto che ora rischia di diventare il ct più amato dagli italiani, è tutto un altro mondo. Donadoni racconta altre storie di vita. «Ho ricordato ai giocatori di quel ragazzino che ci ha scritto: ogni dieci giorni deve sottoporsi ad una trasfusione per continuare a vivere e fra le sue gioie mette quella di veder vincere l’Italia. Ecco, questa è una responsabilità che abbiamo verso queste persone e verso chi ama la nazionale». Racconta che bisogna saper accettare tutto e di tutto. «Senza avere pensieri cattivi, accetto quello che la vita propone». Chiede di godersi questa vittoria. «Ora so di aver fatto qualcosa di importante, ma non guardiamo solo al positivo della serata. Ricordiamo anche le cose negative per migliorare».

Nel negativo ci starebbero le reti sbagliate da Toni. «Ma è stato determinante sul calcio di rigore: quell’azione vale due gol». Non ha esaltato Cassano. «Però mi piace, è spontaneo, genuino, sta rispondendo bene. È positivo per lui e per il gruppo». Nel negativo ci saranno le assenze di Pirlo e Gattuso contro la Spagna: «Spero negli altri, quando sono entrati hanno lottato come forsennati. Questa è un’Italia che deve fare di necessità virtù: lottare, faticare, non arrendersi mai. Battersi sempre con la stessa determinazione». Piccoli comandamenti per tener in piedi una squadra, una speranza, un sogno. E per non farsi sfilare una panchina dal clan dei gufi.