Donatello e la «Beat Generation» Al San Babila revival musicale

«Parlare di nostalgia è improprio, tantomeno di amarcord o di desiderio di ritorno al passato; fino al 12 diamo vita alle emozioni che hanno accompagnato me e i miei colleghi con i quali ho condiviso un percorso artistico e una vivace epoca musicale». Probabilmente i ragazzi del Nuovo Millennio non conoscono Donatello, musicista che, dopo aver debuttato come chitarrista nella band di Gianni Morandi, fu interprete di diversi successi sanremesi. Sulla scena del Teatro San Babila, come uno dei protagonisti di «Beat Generation», racconta dell'importanza di uno spettacolo che parla al pubblico di oggi di quello che fu un periodo d'oro della musica leggera italiana, ma non solo. Affiancato da Giampieretti e da Paki de «I Nuovi Angeli», diretto da Davide Saccà, Donatello, in omaggio alla «generazione beat» appunto, sarà uno dei protagonisti del percorso attraverso gli anni '50-'60, quando dagli Usa, grazie ad artisti del calibro di Bob Dylan, seguito dagli Animals, dai Procol Harum e dai Moody Blues, fu importato il movimento Beat. «Il nostro scopo - continua Donatello - è quello di far rivivere quei momenti musicali che ci appartengono come fondamenta sulle quali abbiamo sviluppato la nostra arte, per confrontarli con quelli di oggi; una volta, ad esempio, la musica aveva un respiro molto più ampio e i nuovi successi si metabolizzavano lentamente. Oggi, nell'epoca del consumismo e della globalizzazione, i bei pezzi durano al massimo tre mesi».